È nel Pd che cercano da Palamara altre carte su Zingaretti

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Ha suscitato più di un rumore nel Pd l’articolo di Augusto Minzolini su Zingaretti e Palamara pubblicato stamane sul Giornale. Dalle parti della regione Lazio  si guarda con preoccupazione alle sorti del leader e quello che appare come un brutto segnale interno non è sottovalutato.

”Siamo alle infamie”, commenta uno dei collaboratori di Zingaretti leggendo le frasi dell’ex sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, ex socialista campano approdato al Pd (nella foto). Confida costui alla penna del Giornale, con un veleno che non si trova nemmeno nel più incallito degli avversari esterni. “Zingaretti? Al massimo poteva fare il segretario del circolo di Pietralata” (e per fortuna da quelle parti magari non leggono Il Giornale sennò lo vanno a prendere a Benevento, il tizio). Ed elenca tutti i problemi che avrà il segretario con le regionali. Ma la botta più devastante per Zingaretti è su Palamara. “La Casellati ha chiesto che escano tutte le registrazioni di Palamara. Da quanto ne so ci sono pure quelle con Zingaretti. Perché? Chiedere a Ielo e Pignatone”.

Le voci nel Pd che tifano Palamara contro Zingaretti

Segnali inquietanti dal ventre del partito. Perché finora si conoscono le intercettazioni uscite, quelle di complimenti per i vari successi del leader, dalle regionali al congresso del partito. Ce ne sono altre che non conosciamo? E quei riferimenti all’ex procuratore di Roma Pignatone e a Paolo Ielo, uomo di punto della Procura, suonano davvero sinistri. Come da una parte a segnalare un pericolo, dall’altra a presagire un futuro triste per il governatore che con Palamara aveva rapporti di confidenza.

Ora c’è il rischio di una rissa enorme nel partito

Il fatto che queste cose le tiri fuori un esponente del Pd dà l’idea di quanto siano vicini ad una rissa enorme nel partito. Perché ci sono questioni che non si agitano mai in questa maniera e pubblicamente all’interno di una organizzazione politica. Viene meno ogni rapporti di fiducia tra le persone. È come una macchia d’olio che poi si espande all’infinito. Vedremo se Zingaretti resterà calmo come appare di solito: sapere che nel Pd c’è la caccia a Palamara non è un bel vivere.

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