“E’ stata la mano di Dio” di Sorrentino rappresenterà l’Italia agli Oscar: un film che tocca il cuore

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“E’ stata la mano di Dio” è il film scelto a rappresentare l’Italia agli Oscar. Io, la troupe e gli attori festeggiamo con un tuffo a mare. Grazie”. Paolo Sorrentino commenta così, in un post su Instagram, il grande risultato della candidatura agli Oscar per l’Italia del suo film autobiografico “E’ stata la mano di Dio”. Il regista partenopeo posta, insieme al commento di ringraziamento, una foto che lo ritrae insieme ad alcuni membri della troupe del film immerso in acqua con delle telecamere ‘protette’ attrezzate per le riprese a mare. “Questo era un film che non si poteva raccontare come gli altri. Bisognava far parlare i sentimenti e le emozioni”. Paolo Sorrentino aveva presentato così alla Mostra di Venezia il suo film, ammettendo che il film autobiografico rappresenta una svolta nella sua cinematografia.

Sorrentino racconta la sua storia personale e intima

Sia dal punto di vista stilistico, sia per il coraggio di raccontare una storia così intima e personale legata alla scomparsa dei suoi genitori quando era ancora un adolescente. La pellicola si è aggiudicata il Leone d’Argento Gran Premio della Giuria e il Premio Marcello Mastroianni, destinato a un giovane attore emergente, con il protagonista Filippo Scotti, e uscirà in cinema selezionati il 24 novembre e su Netflix il 15 dicembre prossimo. Il titolo del film “È stata la mano di Dio” è legato alla nota vicenda di Maradona ma anche alla storia di Sorrentino. Sì, perché fu proprio una partita del Napoli di Maradona a impedirgli di essere con i suoi genitori in montagna quando entrambi morirono per esalazioni di monossido di carbonio.

La galleria dei personaggi affresca la vicenda

Protagonista è Scotti nei panni di Fabietto Schisa, adolescente introverso che cercherà nel cinema un’alternativa alla realtà fellinianamente dolorosa e “scadente”. Nei panni dei genitori di Fabietto, Toni Servillo, un padre sempre presente ma con un’amante segreta, e Teresa Saponangelo, una mamma che ama scherzare. E poi Luisa Ranieri nei panni di una zia bella e sexy sposata con il gelosissimo Franco (Massimiliano Gallo) e un’anziana vicina di cara, la baronessa Focale (Betti Pedrazzi). “E’ stata la mano di Dio” dopo la proiezione a Venezia è stato osannato dalla critica internazionale. Per “The Hollywood Reporter”, “il regista italiano premio Oscar scrive una lettera d’amore alla sua nativa Napoli, ripercorrendo in modo toccante le esperienze formative della sua giovinezza negli anni ’80”.

Sorrentino osannato dalla critica internazionale

La recensione di “Indiewire”, come tante della critica italiana, è esaltante. “Il film più personale di Paolo Sorrentino è anche il migliore”, scrive il critico David Ehrlich. Per “Deadline”, “il racconto di formazione di Paolo Sorrentino a Napoli è un film memoir cadenzato e bellissimo”. “The Playlist” si spinge ancora oltre giocando con il titolo del film. “Paolo Sorrentino tocca la divinità con un suggestivo racconto di formazione che è un capolavoro”. Non meno buona la recensione di “El Pais”, che parla di “un film che si tuffa senza paura in un doloroso passato intimo, condividendolo con il pubblico”. Anche “Le Figaro” osanna il film: “Non ci aspettavamo un film bello come questo. Questo ritorno alla forma di Sorrentino si spiega senza dubbio perché il regista ha trovato un soggetto che lo ispira: se stesso”.

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