Ecco la zona gialla. Ma per i romani non cambia nulla

Roma e il Lazio sono in zona gialla. Il provvedimento era quasi scontato  e ora il cambio di fascia è ufficiale. D’altronde i dati sono facilmente consultabili Tutta la regione ha un indice Rt a 1.04 con la soglia fissata a 1. Mentre l’incidenza è a 374,27 (dovrebbe essere a 50). I punti che preoccupano di più, però, sono quelli delle percentuali che riguardano i letti occupati negli ospedali. Qui i posti in area medica sono al 17,6% (anziché al 15) e quelli in terapia intensiva al 12,6% (invece di 10).

“Faccio un appello ai genitori a non perdere tempo e a vaccinare i bambini prima del rientro a scuola. Al momento non è previsto uno slittamento delle riaperture”, ha ribadito l’assessore alla sanità laziale Alessio D’Amato. Le misure che verranno attuate da oggi sono però pressoché identiche da quelle vigenti in zona bianca, considerando l’uso obbligatorio delle mascherine anche all’aperto, disposizione già in vigore nel Lazio dal 23 dicembre scorso.

Mascherine obbligatorie in zona gialla

Oltre all’obbligo di indossare la mascherina all’aperto in tutte le regioni, è stato introdotto l’obbligo di usare le FFP2 in luoghi chiusi come cinema e teatri, sui mezzi di trasporto pubblico (sia quelli cittadini che quelli a lunga percorrenza), e per partecipare a eventi pubblici sportivi al chiuso e all’aperto, come le partite allo stadio. Provvedimento, questo, che durerà fino al termine dello stato di emergenza, che al momento è fissato al 31 marzo. Per il resto già sono attive le norme nazionali che impongono l’ingresso in bar e ristoranti al chiuso, oltre che in cinema, teatri e musei solo a chi ha il green pass rafforzato.

Super green pass, ecco dove serve

Super green pass al chiuso anche per i centri benessere, centri termali (salvo che per livelli essenziali di assistenza e attività riabilitative o terapeutiche), parchi tematici e di divertimento, per centri culturali, centri sociali e ricreativi, per sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Per consumare al banco o all’aperto non serve invece il green pass, nemmeno quello base. Come già avviene in zona bianca. In questo senso ci sarà una buffata d’ossigeno per i baristi, che si erano attrezzati con app e telefonini anche per chi consumava in piedi un semplice caffè.

Le novità sui tamponi e quarantene

Ma oltre alle nuove regole per il contenimento del virus, i romani e gli altri cittadini del Lazio devono tenere a mente anche altre disposizioni. Dovute alla necessità di eliminare le lunghe code fuori da drive-in, farmacie e laboratori privati per la corsa ai tamponi. Una nuova ordinanza del presidente Zingaretti, ha stabilito che “il test antigenico rapido è valido sia per accertare il contagio che per verificarne il termine”.

Dunque, in caso di positività, non occorre la conferma con un tampone molecolare, necessario solo su richiesta del medico. Inoltre, a livello nazionale, c’è stato un aggiornamento delle misure in caso di contatto ad alto rischio. Dopo l’incontro con un positivo, i non vaccinati dovranno osservare 10 giorni di quarantena, con test finale; i vaccinati con due dosi da meno di 4 mesi o con terza dose, 5 giorni di sorveglianza e obbligo di mascherina Ffp2; se immunizzati da oltre 4 mesi, 5 giorni di isolamento e test a chiusura. Se si è contratto virus, i giorni diventano 7 per gli asintomatici e la quarantena termina dopo test negativo nel caso si sia concluso il ciclo vaccinale o si abbia la dose aggiuntiva. Se si presentano invece i sintomi, 10 giorni di isolamento e tampone negativo dopo 72 ore dalla loro scomparsa.

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