Edilizia ferma a Roma, Schiuma (FdI) attacca Gualtieri: “Permessi bloccati, il Campidoglio dia i numeri”

Fabio Schiuma

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A Roma si apre un nuovo fronte politico sull’edilizia. Al centro della polemica ci sono i permessi di costruire rilasciati da Roma Capitale nell’ultimo anno. Secondo Fabio Sabbatani Schiuma, dirigente di Fratelli d’Italia, tra tecnici e operatori del settore circolerebbe un dato pesantissimo: solo poche decine di provvedimenti approvati a fronte di molte più richieste presentate.

La domanda al Campidoglio

Schiuma chiama direttamente in causa il sindaco Roberto Gualtieri e l’amministrazione capitolina. La richiesta è semplice: pubblicare i numeri. Quante domande sono state presentate? Quanti permessi sono stati rilasciati? Quante pratiche sono ancora ferme? E soprattutto: quanto tempo impiega oggi Roma Capitale per chiudere un procedimento edilizio? Per FdI, senza questi dati, ogni promessa sulla rigenerazione urbana resta solo propaganda.

Una macchina che non risponde

Il punto politico è qui: Roma parla di trasformazione, investimenti e riqualificazione, ma se gli uffici non riescono a rilasciare i titoli edilizi nei tempi corretti, la città si blocca. Secondo Schiuma, il problema potrebbe essere organizzativo, amministrativo o politico. Carenza di personale, procedure troppo lente, uffici senza indirizzo: qualunque sia la causa, il risultato sarebbe lo stesso. Pratiche ferme e cittadini lasciati in attesa.

Investimenti e lavoro congelati

Il tema non riguarda soltanto costruttori e professionisti. Ogni permesso fermo significa un cantiere che non parte, un investimento congelato, un’impresa che resta in sospeso, tecnici senza risposte e cittadini costretti ad aspettare mesi, se non anni. C’è poi il nodo economico: i permessi di costruire portano oneri, contributi e risorse che possono finanziare servizi, manutenzioni e opere pubbliche.

Il rischio danno per Roma

Schiuma pone anche una questione più pesante: se i ritardi producono minori entrate, contenziosi o richieste di risarcimento, qualcuno sta valutando l’eventuale danno per l’ente? L’inerzia amministrativa, attacca il dirigente di FdI, non è mai neutra. Ha conseguenze economiche, sociali e giuridiche. E in una Capitale che dovrebbe attrarre capitali e semplificare le procedure, il blocco degli uffici diventa un problema politico enorme.

La sfida a Gualtieri

La conclusione è una richiesta di trasparenza totale. Roma Capitale, secondo Schiuma, deve rendere pubblici domande presentate, permessi rilasciati, pratiche pendenti, tempi medi, personale assegnato e cause dei ritardi. “Se il Campidoglio non ha nulla da nascondere, pubblichi i dati”, è il senso dell’affondo. Altrimenti, per FdI, Gualtieri dovrà assumersi la responsabilità politica di una macchina amministrativa che sembra non riuscire più a muoversi.