Edoardo Bove saluta la Roma: ora l’Inghilterra lo aspetta (per davvero)

Edoardo Bove, la foto postata sul profilo Instagram per l'addio ai giallorossi

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Era nell’aria da giorni, ma adesso non ci sono più dubbi: Edoardo Bove ha rescisso il contratto con la Roma. Un addio che fa rumore, perché non parliamo di un passaggio qualunque, ma della fine di un legame nato praticamente da bambino. Bove, romano e romanista, ha assistito dalla tribuna alla sfida dei giallorossi contro il Sassuolo: una presenza silenziosa, quasi simbolica, come a salutare un capitolo che si chiude senza polemiche, ma con tanto peso emotivo.

Il saluto dei Friedkin: “Sempre uno di noi”

La Roma ha comunicato l’ufficialità attraverso i propri canali, con un messaggio che suona come un abbraccio: “Sempre uno di noi. Per sempre un romanista”. Parole firmate Dan e Ryan Friedkin, che hanno voluto sottolineare un concetto chiaro: questa non è una separazione fredda, ma un passaggio inevitabile. Un arrivederci che contiene rispetto e affetto, e che racconta quanto Bove sia stato considerato parte del “mondo Roma”, oltre i minuti giocati e oltre le statistiche.

Il giorno che ha cambiato tutto: il malore del 1° dicembre 2024

La carriera di Bove ha preso una piega inattesa il 1° dicembre 2024, quando durante Fiorentina-Inter si è accasciato in campo. Attimi che hanno gelato lo stadio e l’Italia intera: paura vera, quella che va oltre il calcio. Soccorso immediato e corsa in ospedale a Careggi, poi un intervento e l’impianto di un dispositivo per la sicurezza cardiaca. In quel momento Edoardo era in prestito alla Fiorentina, ma la notizia scavalcò qualsiasi maglia: era semplicemente un ragazzo di 22 anni da proteggere.

Il calcio italiano e quella porta che si chiude

Da lì in poi, la questione non è stata più solo sportiva. In Italia, infatti, le regole sull’idoneità agonistica sono molto rigide e non consentono di giocare a livello professionistico in situazioni considerate a rischio nei contatti di gioco. Tradotto: per Bove, rientrare in Serie A è diventato quasi impossibile. Una realtà dura da accettare, soprattutto per chi vive di campo, spogliatoio e adrenalina. Eppure, in questi mesi, Edoardo non è sparito: ha continuato a respirare calcio, restando vicino alle sue origini.

La Boreale nel cuore: il ritorno alle radici senza dimenticare il futuro

Durante l’inattività, Bove ha ritrovato la US Boreale, la società dilettantistica dove aveva iniziato tutto. Non un semplice “ritorno romantico”, ma un vero punto d’appoggio: lì Edoardo è anche proprietario e presidente, insieme a Leandro Leandri. Un modo intelligente e maturo per restare dentro al pallone, lavorare sulla sua identità sportiva e non spegnere quel fuoco competitivo che lo ha sempre distinto. Perché Bove non è mai stato solo corsa e muscoli: è un centrocampista che ragiona, che legge gli spazi, che cresce.

Watford in pole: nuova vita in Championship

E adesso lo scenario cambia: rescisso il contratto con la Roma (che scadeva nel 2028), Bove può ripartire altrove. E il nome più caldo porta dritto in Inghilterra: Watford, club di Championship, pronto a scommettere su di lui grazie a una normativa più permissiva. A confermare la possibilità, nei giorni scorsi, è stato anche Valon Behrami, ex Lazio e oggi dirigente del club inglese. Londra (o meglio, l’area londinese) potrebbe diventare la nuova casa del centrocampista: un passo enorme, ma anche una chance concreta.

Da bambino a uomo: la Roma, l’esordio e quel carattere che non molla

Bove era arrivato alla Roma nel 2012, a 10 anni, completando tutta la trafila fino alla prima squadra. L’esordio il 9 maggio 2021 contro il Crotone, in un 5-0 che sembrava l’inizio perfetto. Con la maglia giallorossa ha collezionato 65 presenze e 2 gol, mettendoci sempre intensità e disciplina tattica. Nella stagione 2024/2025, in prestito alla Fiorentina, ha giocato 15 partite tra campionato e Conference, con 1 gol e 4 assist. Numeri che dicono una cosa: Bove c’era, eccome.

Il vero match inizia adesso: Bove riparte, e non è un dettaglio

Il punto, oggi, non è solo dove giocherà. Il punto è che Edoardo Bove può tornare a sentirsi calciatore, a inseguire un sogno che sembrava spezzato. La rescissione con la Roma non è una fuga: è una scelta di vita e di carriera. Un taglio netto per provare a ricominciare altrove, con nuove regole e nuove opportunità. E se davvero sarà Watford, allora prepariamoci: perché certe storie non finiscono con un comunicato. A volte cominciano proprio lì.