Elezioni amministrative Lazio 2026, i candidati e i Comuni al voto: ecco dove si eleggono sindaci e consigli comunali

Elezioni comunali

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La campagna elettorale per le elezioni comunali nel Lazio ormai è entrata nel vivo. Le liste sono state presentate, i candidati sono ufficiali e il conto alla rovescia verso le elezioni amministrative 2026 nel Lazio è cominciato davvero. Saranno 37 i Comuni chiamati al voto il prossimo 24 e 25 maggio, tra sfide già incandescenti, sindaci uscenti che cercano conferme e nuovi nomi pronti a giocarsi tutto alle urne. Nel Lazio sono 9 i Comuni sopra i 15mila abitanti che potranno andare anche al ballottaggio del 7 e 8 giugno, mentre negli altri centri il sindaco verrà eletto subito al primo turno.

Provincia di Roma, riflettori su Albano, Colleferro e Zagarolo

La provincia di Roma sarà quella più coinvolta, con 17 Comuni al voto. Sette di questi potrebbero tornare alle urne per il secondo turno: Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Ariccia, Colleferro, Genzano di Roma, Santa Marinella e Zagarolo. Tra le sfide più osservate c’è quella di Colleferro, dove si chiude l’era del doppio mandato del sindaco Sanna. A raccogliere il testimone per il centrosinistra sarà Giulio Calamita, attuale vicesindaco, sostenuto dal Pd e da diverse liste civiche.

Contro di lui correranno Stefano Arcari per Fratelli d’ItaliaMario Cacciotti con il sostegno di Forza Italia e Luciano Caciolo per Noi Moderati. Attenzione anche a Zagarolo, dove il sindaco uscente Emanuela Panzironi proverà a confermarsi con l’appoggio del Pd e delle civiche, sfidata da Marco Bonini, candidato del centrodestra. Ad Albano, invece, il sindaco uscente Massimiliano Borelli si ricandida alla guida di una coalizione di centrosinistra composta da 9 liste. A sfidarlo Massimo Ferrarini, candidato del centrodestra unito, Salvatore Tedone, che corre invece con una propria nuova lista civica indipendente, e Luca Andreassi, appoggiato da due liste civiche.

Fondi, cinque candidati per una delle sfide più attese

In provincia di Latina si voterà a Fondi, con eventuale ballottaggio e ben cinque candidati a sindaco. Il favorito della continuità è Vincenzo Carnevale, già vicesindaco nell’amministrazione di Beniamino Maschietto, sostenuto da cinque liste: Forza ItaliaLitorale e Sviluppo FondanoIo SìFondi Azzurra e Noi per Fondi.

A contendergli la fascia tricolore ci saranno Annarita Del Sole, appoggiata da Fratelli d’Italia e dalla civica Oltre, poi Salvatore Venditti con Lista Progressista e Movimento 5 StelleFrancesco Ciccone con Fondi Vera e Città Sicura, e infine Tonino De Parolis, sostenuto da Il Giardino degli Aranci e Lega.

Frosinone, nove Comuni al voto

In provincia di Frosinone si voterà in nove Comuni, tutti sotto i 15mila abitanti, quindi senza ballottaggio. A Pontecorvo saranno tre i candidati: il sindaco uscente Anselmo RotondoGiacinto Carbone e Giuliano Di Prete. Scenario simile a Boville Ernica, dove il sindaco uscente Enzo Perciballi sfiderà Benvenuto Fabrizi e Arcangelo Salsiri.

RipiPiero Sementilli cercherà la conferma contro Luca D’Arpino e Marcello Giorgi, mentre a Patrica la corsa sarà tra il sindaco uscente Lucio FiordalisioSamuel Battaglini ed Ernico Ferrarelli. Partita aperta anche a Guarcino, con tre candidati in campo: Urbano RestanteClaudio Guerriero e Gianluca Simonetti.

Viterbo e Rieti, si vota anche nei piccoli centri

In provincia di Viterbo si voterà in tre Comuni: Civita Castellana, unico centro con possibile ballottaggio, oltre a BleraBomarzo.

Sette invece i Comuni coinvolti in provincia di RietiCastelnuovo di Farfa, Cottanello, Fara in Sabina, Marcetelli, Montebuono, Montenero Sabino e Poggio Bustone. Qui, come in Ciociaria, i sindaci saranno eletti direttamente al primo turno.

Le date da segnare: quando si vota

Le urne saranno aperte domenica 24 maggio 2026 dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Per i Comuni sopra i 15mila abitanti, l’eventuale ballottaggio è previsto per domenica 7 giugno e lunedì 8 giugno, con gli stessi orari. Una tornata che, anche senza grandi capoluoghi coinvolti, pesa molto sugli equilibri politici del territorio. Perché spesso è proprio dai Comuni che iniziano i veri cambiamenti. E anche le prime crepe.