Elezioni comunali 2026, da Albano a Santa Marinella, ecco chi ha vinto: centrodestra avanti, due soli ballottaggi e affluenza in calo

Elezioni comunali 2026

Poche sorprese, molte riconferme e soltanto due Comuni costretti a tornare alle urne. Le elezioni comunali 2026 in provincia di Roma hanno ridisegnato il quadro politico di 17 amministrazioni locali, confermando in gran parte gli equilibri già emersi negli ultimi anni. Il dato che pesa di più, però, è un altro: sempre meno elettori ai seggi. L’affluenza si è fermata al 61,73%, ben sotto il 67,11% registrato nella precedente tornata. Il centrodestra ha tenuto in diversi comuni chiave della provincia romana, mentre il centrosinistra ha difeso alcune roccaforti storiche. Ma tra conferme annunciate e duelli tiratissimi nei piccoli centri, non sono mancati risultati capaci di cambiare gli equilibri politici locali.

Albano Laziale al centrodestra: Ferrarini chiude la partita al primo turno

Uno dei risultati più osservati era quello di Albano Laziale, dove il candidato del centrodestra Massimo Ferrarini ha evitato il ballottaggio vincendo subito con il 51,99% dei voti. Netto il distacco sul candidato sostenuto da Pd e Movimento 5 Stelle, Massimiliano Borrelli, sindaco uscente, fermo al 34,94%. Molto più indietro Luca Andreassi e Salvatore Tedone. Un risultato che conferma il peso crescente del centrodestra nei Castelli Romani, anche in territori dove il centrosinistra negli ultimi anni aveva mantenuto una presenza forte e radicata.

Restando ai Castelli, ad Ariccia, l’esponente del centrodestra Gianluca Staccoli ha mantenuto la guida del Comune con il 56,22%. Qui il centrosinistra si è presentato diviso e il risultato si è visto nelle urne: Giorgia La Leggia e Fabrizio Profico si sono spartiti i voti senza riuscire a impensierire davvero il sindaco uscente. Scenario simile ad Anguillara Sabazia, dove gli elettori hanno premiato ancora Angelo Pizzigallo, sostenuto dalla coalizione di centrodestra, rieletto con oltre il 63% delle preferenze.

Colleferro invece vince il centrosinistra: il “campo largo” ha tenuto senza difficoltà. Giulio Calamita, sostenuto dall’alleanza progressista, ha dominato con il 71,52% dei consensi. Molto distante Stefano Arcari, candidato di Fratelli d’Italia, mentre Mario Cacciotti si è fermato poco sopra il 6%.

I ballottaggi: Genzano e Santa Marinella

Saranno i cittadini di Genzano e Santa Marinella a tornare alle urne. A Genzano il centrodestra parte avanti con Rocco Fabio Papalia, che chiude il primo turno sopra il 34%, ma resta apertissima la corsa contro Carlo Zoccolotti, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle e Verdi. Decisivo potrebbe diventare il peso delle liste civiche rimaste fuori dal secondo turno.

Situazione simile sul litorale nord romano, dove a Santa Marinella il candidato di centrodestra Damiano Gasparri guida con poco più del 32%, seguito da Alessio Manuelli. Fuori dalla corsa il candidato dem Emanuele Minghella, fermo al 25%. Un risultato che cambia gli equilibri politici della città e apre una partita tutta nuova in vista del ballottaggio.

Gli altri Comuni della provincia di Roma

Zagarolo la sindaca uscente Emanuela Panzironi ha chiuso la partita senza difficoltà, superando il 66% dei voti. Distante il candidato di centrodestra Marco Bonini. Riconferma larga anche a Palombara Sabina, dove Alessandro Palombi ha ottenuto quasi sette voti su dieci con la sua lista civica. Nei centri più piccoli, invece, non sono mancate sfide sul filo. A Camerata Nuova il nuovo sindaco Settimio Liberati ha vinto con appena due voti di vantaggio sul rivale Carlo Di Paolo: 116 contro 114.

Ad Arcinazzo Romano ha vinto Luca Marocchi con il 54,44%. A Marano Equo successo per Franco Tozzi, mentre a Montelanico Sandro Onorati ha dominato sfiorando il 93%. Vittorie nette anche a PercileRiofreddo e San Gregorio da Sassola, mentre a Roiate la sfida è rimasta aperta fino all’ultimo voto, con Antonio Porietti avanti di pochi punti su Martina Floriani.

Ma i risultati politici si intrecciano con quelli dell’affluenza. Nei 17 comuni chiamati al voto si è fermata al 61,73%, in calo rispetto alla precedente tornata elettorale quando aveva superato il 67%. Una diminuzione che conferma una tendenza ormai consolidata anche nei centri della provincia romana: cresce il peso dell’astensione persino nelle elezioni amministrative, tradizionalmente considerate le più vicine ai cittadini. E questo dovrebbe far riflettere i politici: i cittadini sono ormai stanchi di promesse che non vengono mantenute.