Emergenza casa a Roma, il centrodestra sfida Gualtieri in Campidoglio: “Piano casa al palo e caos Enasarco”
L’emergenza abitativa torna a infiammare il Campidoglio: domani, martedì 9 giugno, alle ore 10, nella Sala Laudato Si’ di Palazzo Senatorio, i gruppi capitolini di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati presenteranno una mozione unitaria dedicata al Piano casa di Roma Capitale, ai condomini misti e alla maxi operazione Enasarco. Un fronte compatto, tutto di centrodestra, per mettere sotto pressione il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore Tobia Zevi.

Il bersaglio politico
Il messaggio è chiaro: la casa non può restare terreno di annunci, conferenze europee e promesse a lunga scadenza. Il centrodestra vuole portare la questione dentro l’Aula Giulio Cesare, costringendo la maggioranza a misurarsi con i nodi rimasti aperti. Perché mentre la Giunta rivendica piani, fondi, accordi e strategie, migliaia di famiglie romane continuano a vivere sospese tra graduatorie, affitti impossibili, sfratti e attese infinite.
Il nodo del Piano casa
Gualtieri e Zevi hanno presentato il Piano strategico per il diritto all’abitare come la grande risposta pubblica alla crisi. Un piano ambizioso, raccontato come svolta strutturale, ma che oggi diventa anche il punto più vulnerabile della narrazione capitolina. La domanda politica è semplice: quante case sono davvero arrivate a chi aspetta? Quanti nuclei sono usciti dall’emergenza? E quanto resta, invece, sulla carta?
La partita Enasarco
Il dossier più caldo è quello degli immobili Enasarco. Roma Capitale ha avviato l’acquisto di oltre mille alloggi da destinare all’edilizia residenziale pubblica. Sulla carta, una grande operazione sociale. Nella realtà politica, però, il caso si è trasformato in un campo minato: condomini misti, timori dei proprietari, spese condominiali, criteri di assegnazione, impatto nei quartieri. È qui che il centrodestra prova ad affondare il colpo.
Condomini misti, la grana nascosta
Il punto più delicato riguarda la convivenza tra appartamenti privati e alloggi popolari dentro gli stessi complessi. Una scelta che per il Campidoglio rappresenta una risposta rapida alla carenza di case, ma che per l’opposizione rischia di scaricare sui residenti problemi gestionali, economici e sociali non risolti a monte. La mozione unitaria punta proprio a chiedere regole chiare prima che l’operazione proceda a pieno regime.
Roma tra annunci e realtà
Negli ultimi mesi il tema casa è diventato una delle ferite più esposte della Capitale. Il Comune ha rivendicato l’acquisto di nuovi alloggi, l’accordo con la Banca europea per gli investimenti e la prospettiva di un fondo per l’abitare accessibile. Ma la fotografia sociale resta durissima: graduatorie lunghe, patrimonio pubblico insufficiente, canoni privati sempre più alti e una fascia grigia di cittadini che guadagna troppo per la casa popolare ma troppo poco per reggere il mercato.
La sfida a Gualtieri
La conferenza stampa di domani non sarà soltanto un appuntamento tecnico. Sarà un atto politico contro la Giunta Gualtieri. Il centrodestra proverà a trasformare l’emergenza abitativa in un processo pubblico all’amministrazione capitolina: molte parole, molti tavoli, molte sigle, ma risposte ancora troppo lente. E per Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, il dossier casa rischia di diventare il fronte più scomodo della consiliatura.
La casa diventa terreno di scontro
A Roma la questione abitativa non è più solo sociale. È politica, urbanistica, economica. Tocca i quartieri, le famiglie, gli inquilini, i proprietari e il futuro della città. Per questo la mozione del centrodestra può aprire una nuova battaglia in Campidoglio: da una parte la maggioranza che rivendica una strategia di lungo periodo, dall’altra l’opposizione che chiede tempi, numeri, regole e responsabilità. In mezzo, come sempre, ci sono i romani che una casa la stanno ancora aspettando.