Rifiuti, la Regione vuole sanificare gli impianti ma scarica i gestori

Sull’emergenza rifiuti per il coronavirus la Regione finalmente scrive una lettera. Ma non per dare spiegazioni su come dovrebbe essere interpretato il protocollo dell’Istituto Superiore di Sanità. Se i rifiuti di chi è in quarantena o contagiato a casa debbono essere trattati in modo particolare. Come sarebbe giusto aspettarsi e pretendere. Su questo niente, tranne ribadire le raccomandazioni e le prescrizioni già contenute nei protocolli dell’ISS. Bisogna mettere gli scarti in una busta, preferibilmente due. Non permettere che animali domestici possano aprire i sacchi, o rovistare nel contenuto. E ci mancherebbe altro. E poi, il rifiuto di chi è contagiato dal coronavirus e di chi è in quarantena va messo nell’indifferenziato. Compresi guanti monouso, mascherine e fazzoletti. Affinché possa essere smaltito una volta per tutte e in sicurezza. Ma è proprio questo il punto. Gli impianti nel Lazio sono pochi e mancano le discariche dove conferire. In più chi potrebbe fare il trattamento biologico del rifiuto, cioè stabilizzarlo a una temperatura più alta, lavora a metà del potenziale. E allora la Regione scarica la responsabilità su gestori. Impianti sanificati per continuare a lavorare.

Impianti sanificati per continuare a lavorare i rifiuti

La nota regionale firmata dalla dirigente preposta Flaminia Tosini lascia poco spazio ai dubbi. Per continuare a lavorare, gli impianti di trattamento dei rifiuti autorizzati dalla Regione Lazio dovranno essere sanificati e garantire il pieno rispetto degli standard di sicurezza per tutti i dipendenti. Quelli prescritti  dalla legge, dotando tutti gli addetti dei DPI (dispositivi di protezione individuale) necessari. E ci mancherebbe altro, i gestori in regola ovviamente già lo fanno. Ma oltre a questo, la Regione chiede che vengano effettuate le operazioni di sanificazione degli impianti. Con particolare attenzione a quelli dotati di tecnologia TMB, cioè quel trattamento meccanico biologico così utile per sanificare il rifiuto, specie quello urbano. Che deve essere stabilizzato prima di poter essere valorizzato e per il residuo portato in discarica.

La risposta di RIDA Ambiente

Fabio Altissimi è il patron di RIDA Ambiente ed è tra i gestori che possiedono un impianto di TMB. In tempi di coronavirus, una opportunità importante per trattare i rifiuti al meglio ed evitare il rischio contagio. Ha chiesto anche nei giorni scorsi di venir autorizzato fino alla massima capacità dell’impianto, ma ancora non ha avuto risposte. Lavora alla metà del potenziale perché non gli è stata indicata una discarica dove conferire il rifiuto dopo il trattamento. Ma intanto si chiede di sanificare lo stabilimento con estrema urgenza. Come se l’epidemia dipendesse da chi svolge regolarmente il proprio lavoro. Così Altissimi ha preso carta e penna e ha risposto alla Regione Lazio. La sanificazione si farà e subito. Ma serviranno 24 ore per fare interni  ed esterni dello stabilimento. Più una giornata per far agire i prodotti. Cioè chiusura domani e dopodomani. In un momento in cui servirebbe la massima capacità per trattare e disinfettare il rifiuto. Ancora una volta una decisione regionale che ci pare quanto meno intempestiva. Bene igienizzare e sanificare tutto, ma per favore garantiamo a chi nel Lazio ha impianti moderni e in regola la possibilità di lavorare. Dovrebbe valere sempre, valga almeno ora che siamo in emergenza.

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