Emma Bonino è morta a Roma: addio alla leader radicale, aveva 78 anni

Emma Bonino

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Emma Bonino è morta a Roma all’età di 78 anni, dopo una carriera politica durata mezzo secolo e sviluppata tra Parlamento italiano, istituzioni europee, Governo e campagne internazionali per i diritti civili. La notizia arriva al termine di giorni segnati da un nuovo peggioramento delle sue condizioni di salute e dal ricovero nella Capitale.

Il ricovero dei giorni scorsi

Bonino era stata trasportata il 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma dopo una crisi respiratoria. Era arrivata in codice rosso ed era stata successivamente trasferita in terapia intensiva per il monitoraggio dei parametri. Le sue condizioni erano state definite delicate ma stazionarie. Il 10 settembre aveva lasciato la terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata, su decisione concordata tra il medico curante e gli specialisti dell’ospedale.

Dalla Camera alla politica europea

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino entrò alla Camera per la prima volta nel 1976 con il Partito Radicale. Da allora la sua presenza nelle istituzioni è proseguita per decenni, con numerose legislature alla Camera e al Senato e diversi mandati al Parlamento europeo. È stata inoltre vicepresidente del Senato dal 2008 al 2013.

Dal Governo alla Farnesina

La sua carriera istituzionale si sviluppò anche fuori dal Parlamento. Fu commissaria europea negli anni Novanta, quindi ministro del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel secondo Governo Prodi. Nel 2013 arrivò alla Farnesina come ministro degli Affari esteri nel Governo Letta, incarico mantenuto fino al febbraio 2014.

I diritti civili e le campagne internazionali

Il nome di Emma Bonino resta soprattutto legato alla storia radicale italiana. Partecipò alle campagne sui diritti civili e sull’aborto e portò successivamente la propria attività sul piano internazionale. Tra i temi centrali della sua azione politica figurano la moratoria universale della pena di morte, l’istituzione della Corte penale internazionale e le iniziative contro le mutilazioni genitali femminili.

La malattia e gli ultimi anni

Nel 2015 Bonino aveva reso pubblica la diagnosi di un tumore al polmone, affrontando negli anni successivi le terapie senza abbandonare l’attività politica. Nel 2023 aveva annunciato di essere guarita dalla malattia oncologica. Negli ultimi anni erano però intervenuti diversi problemi respiratori, con nuovi ricoveri anche nel 2025 e, infine, quello dei giorni scorsi a Roma.