Ennesima strage di clandestini a Lampedusa: impedire subito le partenze con tutti i mezzi

sbarchi a lampedusa (2)

Ennesima tragedia del mare, dovuta a chi imbarca i clandestini su carrette, sperando che vengano “soccorsi”. Sono tutte donne le vittime del naufragio avvenuto all’alba nelle acque tra Lampione e Lampedusa. 48i i superstiti, già sbarcati al molo Favaloro sulle motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia costiera. Secondo i racconti dei sopravvissuti ci sarebbero 8 dispersi. Nel tratto di mare proseguono ininterrotte le ricerche. Erano tutte subsahariane le sette donne morte nel naufragio. E’ quanto emerge dalle testimonianze dei superstiti del naufragio. L’imbarcazione era partita il giorno prima dalla Tunisia. La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per ricostruire quanto accaduto.

Lampedusa, di nuovo al collasso il centro di accoglienza

Sono ripresi gli sbarchi a Lampedusa. Il barcone con 101 clandestini a bordo è stato intercettato dagli uomini della Guardia di finanza al largo della più grande delle Pelagie. Altri 6, invece, sono riusciti a raggiungere autonomamente l’isola e sono in corso le ricerche da parte dei carabinieri sulla terraferma per rintracciarli. Ancora prima erano sbarcate 126 persone, tra cui 6 donne e 4 bambini, soccorse dalla Capitaneria di porto, così come altri 26 immigrati irregolari.

Altri 179 clandestini arrivati in Calabria

Non è finita. Il dispositivo aeronavale della Guardia di Finanza ha intercettato al largo delle coste joniche calabresi due imbarcazioni a vela con a bordo 179 clandestini: 80 sulla prima (fra cui tre donne e decine di minori) e 99 sulla seconda (fra cui sei donne e tre minori). Le due imbarcazioni, intercettate ieri pomeriggio, erano dirette verso le coste di Crotone. La Guardia di Finanza ha fermato anche i due presunti scafisti, entrambi di nazionalità ucraina. Le due barche a vela sono state scortate fino al porto di Crotone dopo che la GdF ne ha preso il controllo. Gli immigrati a bordo sono di nazionalità iraniana, irachena, egiziana, siriana, marocchina e afghana. A parte la Siria, non vi sono guerre in corso in nessuno degli altri Paesi.

Rampelli: impedire la partenza dalle coste libiche

“Ancora un dramma, ancora morti annegati nel Mediterraneo, ancora corpi di mamme incinte e bambini che non nasceranno più. Veri e propri aborti non scelti da mamme che non decidono il suicidio ma la fuga, di fatto determinati da chi non ha il coraggio di mettere la vita umana al di sopra dell’ideologia o dell’interesse. Perché impedire la partenza dalle coste libiche dei barconi della morte, respingerli e riaccompagnarli nei porti di partenza significa salvare esseri viventi e stroncare il traffico di nuovi schiavi”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. “Significa costringere la comunità internazionale – prosegue – a regolamentare i flussi a monte, impedendo questa carneficina.

Draghi e Lamorgese hanno fallito

E stroncando anche i collegamenti tra scafisti e organizzazioni criminali utili ad alimentare le attività illecite, dallo sfruttamento del lavoro nero allo spaccio, alla prostituzione, al commercio abusivo, al racket. 256 clandestini sono sbarcati a Lampedusa e portati all’hotspot di Contrada Imbriacola dove giungeranno anche i 48 superstiti dell’orribile naufragio. 660 ospiti saranno stipati nel centro che può accoglierne 250, in condizioni disumane”. “Il  Consiglio europeo sull’immigrazione ha deciso di versare altri miliardi alla Turchia per bloccare gli immigrati che infastidiscono la Germania. Mma nulla è stato deciso per fermare la mattanza nel Mediterraneo e gli sbarchi in Italia. A Bruxelles il Governo Draghi ha fallito, mentre in Italia il ministro dell’Interno Lamorgese continua a lasciare i porti aperti, in barba alla pandemia”, conclude.

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