Gli elettori di Michetti restano a bocca aperta per le sue dimissioni

Michetti elettori

Sono stato uno dei seicentomila elettori di Enrico Michetti. Da ieri non è più consigliere comunale. Anzi, non lo è mai stato, nel senso che in Aula Giulio Cesare non ci metterà piede.

Non è la prima volta che accade, non sarà l’ultima. Ma assieme a tanti altri elettori vorrei sapere il perché da Michetti. Che non può essere la motivazione professionale: sapeva di poter perdere e a differenza di Carlo Calenda non ha mai manifestato pubblicamente la volontà di dimettersi in caso di sconfitta. Ma adesso c’è la storia che può lavorare meglio per aiutare Roma da avvocato…

Michetti dica qualcosa agli elettori

Infierire non sarebbe giusto, basta leggere i social di ieri per capire come sia stata mal digerita la sua scelta. Bastava dare una spiegazione politica, dire “me lo ha chiesto il partito che mi ha indicato come sindaco”, anziché andarsene alla chetichella.

A me capitò di dimettermi dopo una sfortunata campagna elettorale: fu il leader del mio partito di allora, Gianfranco Fini, a propormi a Silvio Berlusconi come ministro dopo il voto. E l’incarico era incompatibile per Costituzione con quello regionale.

Cronache – e libri – raccontano come andò quella nomina, tutt’altro che pretesa da me. Ma il Capo non si discute e comunque ai miei elettori – tranne qualche collega che poi si pentì delle critiche – non dispiacque affatto trovarmi al governo dell’Italia.

C’è uno spiacevole senso di vuoto

Oggi, invece, c’è uno spiacevole senso di vuoto nella scelta di Enrico Michetti. È stato accettato come candidato, è stato portato senza che qualcuno si candidasse contro di lui, e adesso improvvisamente sparisce. Torna il Michetti-chi. È un peccato, anche se sarà ben sostituito in consiglio comunale da Federico Rocca, che ebbi come collega d’aula durante il mandato di Gianni Alemanno.

Se a Michetti si è imposta una scelta del genere, sarebbe bene conoscerne le motivazioni – che non pensiamo dettate dalla necessità di avere un consigliere in più per Fdi – quale altro impegno politico gli si proporrà. Altrimenti siamo al solito “l’uno vale l’altro”. Ma quella è roba grillina. Il popolo di destra ci ha creduto, ha lottato ed ha sofferto per la sconfitta. Un’uscita così repentina non se l’aspettava nessuno.

 

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