Esposto sull’ampliamento di Villa Borghese di 6 associazioni contro il progetto di Gualtieri sponsorizzato da un privato

Villa Borghese, foto Google Maps

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L’ampliamento della Galleria Borghese, sostenuto in via preliminare dalla giunta Gualtieri, è finito al centro di un esposto di sei associazioni che contestano la trasparenza dell’operazione e il ruolo della società privata Proger. Il documento è arrivato al ministro della Cultura Alessandro Giuli, alla direttrice del museo Francesca Cappelletti e alla soprintendente speciale Daniela Porro. Al centro dello scontro c’è il futuro di Villa Borghese, uno dei luoghi storici più preziosi di Roma.

Il sostegno della giunta Gualtieri e il successivo chiarimento

Il Campidoglio non è estraneo alla vicenda. Il 5 maggio 2026, con la memoria di Giunta n. 24, l’amministrazione Gualtieri ha aderito all’iniziativa per studiare l’ampliamento del museo. Il documento porta le firme degli assessori Sabrina Alfonsi, Maurizio Veloccia e Massimiliano Smeriglio. Il 12 maggio gli stessi assessori hanno precisato che si trattava di un atto preliminare, senza effetti vincolanti e non equivalente a un’autorizzazione edilizia. Resta però l’adesione politica iniziale al progetto.

Il progetto da 875mila euro finanziato da Proger

L’operazione prevede un concorso internazionale di architettura sponsorizzato dalla società privata Proger, con un impegno di 875mila euro per la fase progettuale. Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, guida l’unità Art & Culture della società. Le ipotesi riguardano fino a 3mila metri quadrati, attraverso un nuovo edificio oppure il recupero di strutture esistenti. L’obiettivo dichiarato è creare spazi espositivi, laboratori e servizi. La direzione della Galleria assicura che l’edificio storico non verrà modificato.

I dubbi delle associazioni: trasparenza, vincoli e fondi PNRR

Le associazioni, tra cui Italia Nostra Roma, Carteinregola, Amici di Villa Borghese e Ranuccio Bianchi Bandinelli, contestano soprattutto le modalità con cui è nata l’iniziativa. Secondo i firmatari, mancherebbero adeguati passaggi formali e sarebbe rimasto poco chiaro il coinvolgimento degli organi ministeriali competenti. Nell’esposto viene sollevato anche il problema degli oltre 2 milioni di euro del PNRR destinati all’accessibilità, che secondo le associazioni rischierebbero di perdere utilità con la nuova operazione. Una contestazione, non uno spreco accertato.

Ora il Campidoglio rischia un nuovo fronte di contestazione

La direzione del museo punta a migliorare l’accoglienza e valorizzare le opere custodite nei depositi. Ma le associazioni chiedono garanzie sulla tutela del parco e contestano il peso assunto dal privato. Dell’esposto ha riferito oggi anche la Repubblica, riportandone diversi passaggi. I promotori annunciano inoltre un’ulteriore iniziativa sul ruolo del Comune, che gestisce la villa storica circostante. Per Gualtieri si apre così una questione politica precisa: dopo aver aderito all’iniziativa, come intende garantire trasparenza, tutela del patrimonio e pieno controllo pubblico sulle scelte future?