Eurovision 2026, Sal Da Vinci ci crede: l’Italia sfida Finlandia, Grecia e Danimarca per il colpo a Vienna
Ora non ci sono più calcoli: l’Eurovision 2026 entra nella notte decisiva. Dopo la seconda semifinale, il tabellone della finale è completo e sabato 16 maggio alla Wiener Stadthalle di Vienna saliranno sul palco 25 Paesi. La serata sarà trasmessa in Italia su Rai1, con Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini alla conduzione italiana. È la settantesima edizione del contest e l’Italia arriva con un nome pesante: Sal Da Vinci e la sua “Per sempre sì”.
Chi ha staccato il pass
Dalla seconda semifinale sono entrate in finale Albania, Australia, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Malta, Norvegia, Romania e Ucraina. Restano fuori Armenia, Azerbaijan, Lettonia, Lussemburgo e Svizzera. Alla finale si aggiungono i qualificati della prima semifinale e i Paesi ammessi di diritto: Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Austria, padrona di casa. Il quadro è chiaro: sarà una finale larga, imprevedibile, ad alto tasso di spettacolo.
L’Italia punta sull’effetto Sal
Sal Da Vinci non porta a Vienna solo una canzone. Porta un immaginario: melodia italiana, teatralità popolare, cuore napoletano e una messa in scena costruita per restare impressa. “Per sempre sì” è un brano classico, nel senso più italiano del termine: diretto, sentimentale, facile da ricordare. Il punto è capire se questa forza emotiva basterà in un contest dove spesso vincono l’eccesso, la sorpresa, il tormentone o la storia capace di bucare lo schermo.
Bookmaker, Finlandia davanti
Il toto-vincitore, però, non mette l’Italia in pole position. Secondo le ricognizioni sulle quote riportate da RaiNews, la Finlandia con Linda Lampenius e Pete Parkkonen resta davanti con “Liekinheitin”, seguita da Grecia e Danimarca. La coppia finlandese è tra i nomi più osservati dell’edizione: spettacolo potente, violino in scena e un’identità molto eurovisiva. Sal Da Vinci, invece, resta nel gruppo degli outsider: non il favorito assoluto, ma uno di quelli che possono approfittare di una finale spaccata.
Eurovision non perdona i pronostici
La storia dell’Eurovision insegna che le quote contano, ma non decidono tutto. Il voto è un incastro delicato tra giurie nazionali, televoto, simpatie artistiche e letture geopolitiche. Basta una performance più calda del previsto, un ordine di uscita favorevole o un crollo di una favorita per cambiare la serata. L’Italia lo sa bene: può partire forte sulla carta e ritrovarsi lontana dal primo posto, oppure crescere proprio nell’ultima notte.
La partita vera
Per Sal Da Vinci la missione è semplice e difficilissima: trasformare “Per sempre sì” da canzone italiana a canzone europea. Non dovrà convincere solo chi ama la melodia, ma anche chi cerca lo shock visivo, il ritmo immediato, l’effetto virale. La Finlandia parte avanti, Grecia e Danimarca restano avversarie pesanti, ma l’Italia ha una carta precisa: l’emozione riconoscibile. E all’Eurovision, quando il pubblico sente che una storia è vera, può succedere di tutto.