Ex Città del Rugby di Spinaceto, Cimini-Schiuma: “Basta promesse, serve un cambio di destinazione urbanistica”

Spinaceto, l'ingresso all'ex città del Rugby

Roma, l’’ex Città del Rugby di Spinaceto continua a essere al centro del dibattito cittadino. Tra degrado progressivo e promesse mai mantenute, la struttura versa in uno stato di abbandono che desta preoccupazione tra cittadini e associazioni locali. Massimo Cimini, presidente dell’associazione Decima IX Eur, e Fabio Schiuma, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, lanciano un appello per un cambio di strategia nella gestione dell’area.

Una struttura in abbandono

L’ex Città del Rugby oggi è teatro di degrado e incuria. Secondo Cimini e Schiuma, il problema nasce dalla gestione centralizzata e da progetti troppo ambiziosi, incapaci di trasformare in realtà le promesse politiche degli ultimi anni. “È irrealistico pensare a un unico bando per l’assegnazione e la riqualificazione dell’intera struttura”, sottolineano i due esponenti, evidenziando i rischi economici e sociali legati a una pianificazione poco concreta.

Proposte per un rilancio sostenibile

Gli esperti propongono un approccio pragmatico: modificare la destinazione urbanistica dell’intera area, o almeno del 50%, e suddividere il sito in tre distinti bandi. L’obiettivo è favorire interventi più sostenibili e attuabili, evitando il rischio di nuove promesse non mantenute. Una strategia che, secondo i promotori, consentirebbe di restituire valore all’area e renderla nuovamente fruibile per cittadini e associazioni locali, creando opportunità concrete per lo sport, la cultura e il tempo libero.

Impatto sui quartieri

Il degrado dell’ex Città del Rugby non è solo un problema urbanistico: rappresenta un danno per le casse pubbliche e un pregiudizio per i quartieri di Spinaceto e Tor de’ Cenci. Secondo Cimini e Schiuma, la mancata riqualificazione alimenta un senso di abbandono e rallenta lo sviluppo sociale ed economico della zona. “Serve un cambio di paradigma, con progetti realistici e una gestione responsabile del patrimonio pubblico”, concludono.

L’auspicio è che le istituzioni locali ascoltino queste proposte e avviino un percorso di riqualificazione efficace, capace di coniugare sostenibilità, fruibilità e valorizzazione del territorio.