Expo 2030, conto alla rovescia: Roma sogna il gran finale con Riad

Parte il conto alla rovescia per Expo 2030: domani pomeriggio si saprà chi – tra l’Italia che ha candidato la Capitale Roma, l’Arabia Saudita in gara con la Capitale Riad e la Corea del Sud che ha proposto Busan – si aggiudicherà l’esposizione del 2030. Domani alle 13 al Palais des Congres d’Issy di Parigi è in programma la 173ma Assemblea generale del Bureau international des expositions e i 182 Paesi partecipanti voteranno per il progetto che hanno ritenuto migliore. Sono previsti 20 minuti per ciascuna città, per l’ultima illustrazione del dossier. Successivamente si procederà al voto segreto, il cui esito è atteso intorno alle 17. Qualora una delle tre candidate si aggiudicasse al primo turno i due terzi dei voti, circa 120, risulterà vincitrice. In caso contrario si procederà a un ballottaggio tra i due Paesi che hanno ottenuto il maggior numero di consensi. La seconda votazione avverrà immediatamente dopo la prima e in pochi minuti si dovrebbe arrivare a definire la città vincitrice.

Sostegno a Roma

A rappresentare e sostenere Roma, voleranno alla volta di Parigi, il sindaco della Capitale italiana, Roberto Gualtieri, la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, e – salvo cambiamenti dell’ultima ora definiti dal governo – il ministro dello Sport, Andrea Abodi. “Abbiamo giocato una partita molto difficile, mi auguro che si possa ottenere un risultato positivo”, ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un’iniziativa a Barcellona. “L’obiettivo è quello del ballottaggio, stiamo lavorando. Ho avuto anche oggi qualche messaggio positivo da Paesi che hanno deciso di votare per noi. Certamente sono concorrenti molto forti, l’Italia ha avuto l’Expo a Milano qualche tempo fa. Noi però abbiamo un’ottima candidatura, Roma è una delle città più belle del mondo, abbiamo dimostrato con Ryder Cup e Giubileo di saper organizzare eventi importanti per tutte le comunità, soprattutto quelle economiche”, ha aggiunto.

In campo

Roma è in campo con il progetto “Persone e Territori: rigenerazione, inclusione e innovazione”. Il dossier romano prevede la riqualificazione dell’area delle Vele di Tor Vergata, a sud della città, per l’installazione dei principali padiglioni che saranno aperti dal primo maggio al 31 ottobre 2030. Sono previste però aree espositive anche nel centro storico grazie a una serie di collegamenti già in corso di realizzazione. L’intento è quello di creare un’esposizione mondiale che possa consegnare un futuro policentrico e realmente inclusivo, che offra a ogni essere umano le stesse opportunità, sia in termini di infrastrutture e servizi, sia di sviluppo culturale e sociale. Il progetto romano prevede investimenti per 10 miliardi, con un ritorno economico per l’Italia di 50 miliardi, in cui è contemplata la creazione di 11 mila nuove imprese e di 300 mila nuovi posti di lavoro.

Riad fa paura

Riad si è presentata con un progetto dal titolo “L’era del cambiamento: insieme per un domani lungimirante” con i padiglioni aperti dal primo ottobre 2030 al 31 marzo 2031. L’Arabia Saudita per la competizione ha scelto un sito di 600 ettari a nord della città, nelle immediate vicinanze dell’aeroporto internazionale King Khalid e del King Abdullah Petroleum Studies and Research Cente, direttamente collegato alle destinazioni urbane più importanti: l’area è situata a una sola fermata di metropolitana dall’aeroporto. “Trasformare il nostro mondo, navigare verso un futuro migliore” è invece il titolo del progetto di Busan che propone per l’esposizione lo stesso periodo scelto da Roma: dal primo maggio al 31 ottobre 2030. Busan stima che il numero totale di visite all’Expo 2030 nella città sudcoreana sarebbe di 34,8 milioni di persone e per l’esposizione propone un’area a ridosso del porto nord della città e che si estende per 3,4 milioni di metri quadrati.

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