Federica Torzullo, il passaggio troppo stretto per trasportare il corpo: Carlomagno è stato aiutato?

ris Federica Torzullo

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Omicidio Federica Torzullo, i carabinieri del Ris sono tornati nella villetta di via Costantino 9, ad Anguillara Sabazia e hanno rimesso tutto in discussione: Claudio Carlomagno davvero avrebbe fatto tutto da solo? Uccidere Federica Torzullo, spostarne il corpo, ripulire la scena e sparire in meno di quaranta minuti? Gli investigatori non ne sono troppo convinti e si chiedono se l’uomo abbia avuto un complice.

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Il sopralluogo del Ris e i dubbi

Ris, insieme al medico legale e al procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, hanno eseguito accertamenti tecnici irripetibili nella villetta. Hanno misurato, osservato, fotografato. E quello che è emerso non ha convinto. Il passaggio che collega la casa al retro, tra gradiniostacoli e un’auto parcheggiata a ridosso delle pareti, misura circa trenta centimetri. Troppo poco per far transitare il corpo di una donna alta un metro e ottanta, avvolta in un tappeto, senza lasciare tracce e senza aiuti. Un percorso che, secondo il racconto di Carlomagno, avrebbe utilizzato per trasportare il corpo della moglie, avvolto in un tappeto, fino al bagagliaio della sua Kia Sportage.

Quel passaggio infatti misura appena trenta centimetri. Farci transitare un corpo alto quasi un metro e ottanta, rigido, pesante, senza aiuto, appare tutt’altro che plausibile. Per superare gradini e strettoie, l’uomo avrebbe dovuto sollevare il tappeto con il cadavere, compiendo un’operazione difficilissima da solo.

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L’ipotesi dell’aiuto esterno

Ed è qui che la confessione di Carlomagno inizia a scricchiolare. Gli inquirenti non escludono che il 47enne, oggi in carcere, non fosse solo. Torna quindi l’ipotesi di un complice. Qualcuno che lo avrebbe aiutato a superare gli ostacoli e a caricare il corpo di Federica Torzullo sull’auto prima di trasportarlo nella sede della sua azienda, dove sarebbe stato sepolto. Chi era con lui? E soprattutto: chi ha chiamato quella notte o nelle prime ore del mattino? Le risposte potrebbero arrivare dall’analisi dei tabulati telefonici, che potrebbe rivelare contatti sospetti nelle ore immediatamente precedenti o successive al delitto. Anche perché non è escluso che l’orario dell’omicidio venga anticipato rispetto alle 6.30 indicate da Carlomagno.

Le tracce di sangue sono state trovate nel bagno al primo piano, dove Carlomagno sostiene di aver colpito la moglie mentre entrava in doccia. Nessuna traccia, invece, sulle scale che portano al piano inferiore. Per i tecnici è probabile che il corpo sia stato spostato utilizzando un telo di plastica, proprio per evitare la dispersione ematica. Non solo. I Ris hanno fotografato tutti i flaconi di detersivi presenti in casa: ora verranno mostrati alla domestica, per capire se compaiono prodotti nuovi o mai usati prima dalla famiglia.

La signora delle pulizie, Francesca, è già stata sentita tre volte dai carabinieri. Ha negato di essere stata chiamata da Carlomagno l’8 gennaio per rinviare le faccende domestiche, smentendo quanto riferito da un familiare della vittima. Le conferme arriveranno dal cellulare dell’indagato. L’analisi dei contatti e dei tabulati servirà a verificare se qualcuno sia stato avvisato, chiamato o coinvolto in quelle ore.

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La scatola nera della Kia per verificare gli spostamenti

Un altro tassello chiave è la “scatola nera” della Kia Sportage bianca di Carlomagno. Ieri il computer di bordo è stato analizzato alla presenza di Antonio Mancini, perito incaricato dalla famiglia Torzullo, che tutela anche gli interessi del figlio della vittima. Dentro c’è tutto: percorsiorariapertura e chiusura degli sportelli, utilizzo del mezzo. Un vero diario di bordo, molto più preciso delle celle telefoniche. Il gps potrebbe chiarire dove si è mosso l’indagato prima e dopo l’omicidio, se si sia fermato in supermercati nei giorni precedenti per acquistare candeggina o solventi, e se abbia caricato in auto qualcun altro. Anche perché una persona non identificata è stata vista scendere dalla vettura davanti alla villetta alle 14:17.

Il tracciato del GPS potrà inoltre incrociare i movimenti dell’uomo con un altro passaggio chiave: la falsa denuncia di scomparsa presentata ai carabinieri, quando Carlomagno si è recato in caserma accompagnato dalla madre Maria Messenio, allora assessora alla Sicurezza, poi suicida insieme al marito Pasquale Carlomagno. Una sequenza di azioni che ora viene riletta alla luce dei nuovi elementi raccolti anche nella sede dell’azienda di famiglia in via Comunale San Francesco, ispezionata nuovamente dagli investigatori. Restano ancora da chiarire nodi cruciali, a partire dall’arma del delitto, che non è mai stata ritrovata.

I funerali dei genitori di Carlomagno

Intanto, sullo sfondo di un’indagine che si complica, la Procura ha dato il nulla osta alla restituzione delle salme. I funerali dei genitori di Claudio Carlomagno si terranno sabato alle 14, nella parrocchia della Regina Pacis, in piazza San Giovanni Battista, ad Anguillara.

Una cerimonia che chiude una pagina drammatica, mentre un’altra, quella giudiziaria, è tutt’altro che conclusa. Perché i trenta centimetri del corridoio potrebbero dire più di mille parole. E potrebbero cambiare il destino processuale di questa storia.