Federica Torzullo scomparsa a Anguillara, i Ris setacciano discarica e pozzi: e quell’SMS “Nutella” ora fa paura

Carabinieri in azione ad Anguillara, in primo piano Federica

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È una ricerca che assomiglia sempre più a una corsa contro il tempo. Nelle ultime ore i carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia, insieme ai Ris, hanno concentrato le operazioni tra una discarica di inerti, un’area boschiva e alcuni punti “sensibili” nei dintorni di Anguillara Sabazia. La ricerca include pozzi e zone di terra smossa, tra le quali una discarica. Nel piazzale dell’azienda del marito – una ditta legata allo smaltimento terra – si è tornati con metal detector e scavi mirati: tra i reperti finiti sotto sequestro ci sarebbero anche guanti monouso.

L’inchiesta cambia passo: “tracce ematiche” e analisi decisive

Il caso della 41enne scomparsa dall’8 gennaio entra in una fase che, per gli investigatori, non lascia più spazio a letture “soft”. Il corpo non è stato trovato, ma l’ipotesi dell’omicidio si consolida: i sopralluoghi scientifici avrebbero evidenziato tracce di sangue tra casa e mezzi collegati al marito. Su un punto le ricostruzioni divergono (dove esattamente sarebbero state individuate), ma la sostanza resta: adesso contano solo gli esiti definitivi di laboratorio, quelli che diranno se quei campioni sono compatibili con Federica.

Il marito indagato: cosa pesa davvero sul suo profilo

Sotto la lente c’è Claudio Carlomagno, marito della donna, indagato a piede libero nell’ambito di un fascicolo coordinato dalla Procura di Civitavecchia. Gli inquirenti non si limitano alla scena domestica: stanno incrociando spostamenti, mezzi utilizzati e “anomalie operative” legate alla ditta. Un elemento, in particolare, viene considerato altamente significativo: il camion dell’azienda sarebbe stato lavato con cura poche ore dopo la scomparsa, secondo quanto riferito da un residente che colloca la scena nel primo pomeriggio. Una normalità apparente che, letta oggi, assume tutt’altro peso.

Il “buco” di ore e la mattina che non torna

La timeline è un mosaico incompleto, e proprio i vuoti sono diventati la materia più densa dell’inchiesta. Federica rientra a casa la sera dell’8 gennaio. La mattina successiva, il marito risulterebbe uscito presto, ma arrivato al lavoro solo intorno alle 10: un intervallo che, in assenza di una spiegazione solida, resta una crepa investigativa enorme. Nel frattempo l’ultimo segnale considerato attendibile viene agganciato intorno alle 8.05, poi il silenzio. È il tipo di sequenza che, in criminologia, trasforma la scomparsa in qualcosa di più: un’assenza costruita, non subita.

L’SMS “Nutella”: il dettaglio minimo che cambia tutto

A volte è una parola a ribaltare un’indagine. Dal telefono di Federica, quella mattina, partono messaggi verso la madre. In uno c’è una sola risposta: “Nutella”, riferita alle crêpes da preparare al figlio. Ma per i genitori quel testo è stonato, quasi estraneo: non per il contenuto, bensì per la coerenza con abitudini familiari note. Da qui nasce il sospetto più inquietante: e se a digitare non fosse stata Federica? Il padre lo dice senza giri di parole: quegli sms potrebbero essere un depistaggio, un tentativo di “normalizzare” l’ultima traccia digitale.

Una coppia in crisi e l’appello finale: “Chi sa, parli”

Dietro i rilievi, i sigilli e la pressione mediatica, resta una frattura privata che gli investigatori stanno ricostruendo: una relazione che, secondo gli elementi raccolti, sarebbe stata attraversata da tensioni, prospettive di separazione e conflitti legati alla gestione del figlio. È qui che il quadro diventa più tagliente: quando una crisi familiare si sovrappone a tracce fisiche, mezzi lavati, orari non spiegati e un ultimo messaggio “troppo perfetto”. Federica, oggi, è ancora un nome senza un luogo. E la richiesta dei genitori è l’unica cosa che suona netta, umana, definitiva: chi sa, parli.