Ferretti (Ugl): “Sembra che oggi nessuno ricordi più i bombardamenti a Belgrado”
Sulla guerra in Ucraina interviene il sindacato Ugl. “La situazione è così ingarbugliata e pericolosa. In questi giorni siamo passati da tutti virologi a tutti strateghi, è un gioco che non mi interessa. La gente sta morendo, soffre, la guerra è terribile, speriamo che finisca presto. Sembra che nessuno ricordi più i 78 giorni di bombardamenti a Belgrado, io me li ricordo.” Lo dichiara all’Adnkronos Gian Luigi Ferretti responsabile Relazioni internazionali per l’Ugl interpellato sulla guerra in Ucraina.
L’Ugl ha contatti con i sindacati di entrambi gli Stati
“Una guerra nel cuore dell’Europa, ne abbiamo vista già una che non si ricorda più nessuno – dice Ferretti -. Ma io me la ricordo: 78 giorni di bombardamento di Belgrado che non hanno tuttavia fatto tutto l’effetto che sta facendo questa guerra, però insomma la similitudine è quella, una guerra di aggressione nel cuore dell’Europa. Le ragioni e i torti una volta che scoppia la guerra non ci sono più. Alcuni personaggi li ho conosciuti personalmente, li conosco personalmente, sia da parte russa che da parte ucraina, e mi fa male. Mi fa male, sia da una parte che dall’altra, ci saranno ragioni, ci saranno torti, ma la guerra significa morte, sofferenza, significa tante brutte cose”.
Ormai si sono scatenate le armi e la propaganda di guerra
“Con l’Ugl – prosegue – abbiamo fatto numerosi viaggi in Russia per parlare della Commissione lavoro, della Duma che si è riunita per uno scambio di opinioni. In Ucraina abbiamo avuto contatti con i sindacati ucraini. La situazione è terribile, ormai si sono scatenate le armi e come in tutte le guerre le propagande di guerra, sia da una parte che dall’altra. Non possiamo mettere sullo steso piano le parti dal punto di vista morale, uno è l’aggressore, la Russia, l’altro l’aggredito, l’Ucraina. Ma una volta che si scatena una guerra sono due parti in guerra con tutto il carico di sofferenze”. “Giovedì sarò a Budapest. Ho visto che l’Ungheria che era il Paese dell’Europa centrale più filo Putin ha preso chiara posizione, allineandosi alla Polonia e agli altri Paesi”, conclude.