Ferrovie, Roma-Lido e Roma-Viterbo passano dal Comune alla Regione. Il perché è un mistero
L’assemblea capitolina ha approvato (con 24 sì e 13 no) la delibera sul trasferimento dei rami d’azienda delle ferrovie ex concesse Roma-Lido e Roma-Viterbo. Passeranno da Roma capitale alla Regione Lazio, attraverso le controllate regionali Astral, che gestirà le infrastrutture, e Cotral, che si occuperà del servizio trasporto. Una cessione che permetterà a Roma capitale di incassare circa 42 milioni di euro. ‘’Divisi in due sezioni, la prima per il ramo dei servizi per 39 milioni e la seconda per il ramo infrastrutture per 2,2 milioni – ha spiegato l’assessore capitolino ai Trasporti Eugenio Patanè. Questo corrispettivo per i servizi sarà corrisposto in 4 rate: la prima di 16 milioni, la seconda e la terza di 3,3 milioni e l’ultima di 6,5 milioni.
Ferrovie, di certo c’è solo che il comune incasserà 42 milioni di euro
Per le infrastrutture parliamo di 2,2 milioni in due rate, la prima di 2 milioni, la seconda di 200mila euro. Il Comune incamererà non solo il costo degli asset, ma anche delle attrezzature. Per il deposito di Magliana nuova, ad esempio, pagheranno una locazione per circa 900mila euro, di cui 500 per locazione locali e 400 per le attrezzature”. In merito alle osservazioni sollevate dalle opposizioni che hanno lamentato la cessione in favore della Regione, Patanè ha concluso: “Non c’è alcuno scarico di responsabilità. Non si tratta di una vendita, se fosse stato questo si sarebbe dovuto cercare nel passato quando sono iniziate queste operazioni di vendita. L’inizio di questa operazione, con la perimetrazione dei rami di azienda, risale a un anno e mezzo fa, quando sono emerse le volontà di Atac di cedere e di Cotral di ricevere il servizio.
Il Campidoglio: è un anno e mezzo che siamo in trattativa
Tutto questo non penso all’insaputa dell’ex sindaca Raggi e dell’ex assessore Calabrese. Siamo ai titoli di coda di un film durato un anno e mezzo. Raccontare che noi oggi vendiamo gli asset è una cosa non vera. Sono iniziati questi dialoghi tra la vecchia amministrazione e la Regione Lazio un anno e mezzo fa. Dico che non c’è una colpa, non è la volontà della vecchia amministrazione di vendere degli asset, stiamo parlando di un obbligo di legge e la decisione della Regione di riprendere degli asset derivava da una questione meramente finanziaria”. Veramente tutto poco chiaro. Ma la cessione o come la si voglia chiamare, che conseguenze avrà per i viaggiatori?
Cosa accadrà ora a chi utilizza queste linee disastrate?
Chiariamo anche che queste due linee sono tra le peggiori d’Italia: ritardi e quant’altro avvelenano ogni giorno la vita dei passeggeri, soprattutto dei pendolari. Ultimamente poi ci sono stati degli aumenti significativi non giustificati dal servizio, i cui motivi alla Regione Lazio è stato impossibile sapere. Non sappiamo davvero cosa ci sia sotto, ma siamo pronti a scommettere che queste manovre non poteranno nulla di buono ai viaggiatori. Il servizio è quanto di peggiore esiste, e non saranno certo misteriosi spostamenti di proprietà a cambiare le cose.