Finti affitti per il Giubileo a Roma: truffa da un milione di euro, 19 indagati (VIDEO)
Annunci perfetti. Foto curate. Prezzi invitanti. Peccato che quegli appartamenti a Roma non esistessero. O meglio, che non fossero nella disponibilità di chi li affittava. Così, mentre migliaia di turisti cercavano un alloggio per il Giubileo, qualcuno incassava. E spariva. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza del gip del Tribunale di Velletri, che ha disposto l’obbligo di dimora per tre persone indagate per truffa e riciclaggio. L’inchiesta, coordinata dalla Procura veliterna, ha fatto emergere un sistema rodato che avrebbe generato una truffa milionaria nel settore delle locazioni brevi.
Case vacanza inesistenti e pagamenti online
Il meccanismo era semplice e, proprio per questo, efficace. Venivano pubblicati su siti e piattaforme online annunci di appartamenti per affitti brevi e camere in bed and breakfast nella Capitale. Offerte studiate per attirare soprattutto turisti stranieri, pronti a prenotare un soggiorno a Roma in vista dell’Anno Santo. Una volta effettuato il pagamento con carta di credito, la prenotazione era carta straccia. Gli immobili risultavano inesistenti oppure non disponibili. I soldi, invece, erano già stati incassati.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Compagnia di Velletri, le somme versate dalle vittime confluivano sui conti correnti di una società creata ad hoc, con sede in zona Cinecittà-Don Bosco, per raccogliere i proventi della presunta truffa. Da lì partiva la seconda fase. Il denaro veniva spostato rapidamente attraverso bonifici bancari verso altre società riconducibili allo stesso gruppo, alcune con sede anche all’estero, studiato per rendere più difficile seguire la traccia dei fondi. Le società coinvolte, formalmente intestate a prestanome nullatenenti o con precedenti penali, avrebbero avuto il ruolo di schermare i reali beneficiari. In diversi casi, i trasferimenti sarebbero stati coperti da fatture per operazioni inesistenti, utili a dare una parvenza di legalità ai movimenti di denaro.
Diciannove indagati e 145mila euro sequestrati
Oltre ai tre presunti promotori del sistema, indagati per truffa e riciclaggio, altre 16 persone risultano coinvolte per operazioni di riciclaggio, accusate di aver contribuito a ostacolare la ricostruzione della provenienza illecita dei fondi. Nel corso delle indagini è stato disposto il sequestro preventivo di oltre 145.000 euro, trovati sui conti della società che riceveva i pagamenti delle false prenotazioni.