Foibe, la Lega dice basta con quell’onorificenza a Tito

Tito Lega

Rispettare i Martiri delle Foibe, revocare quell’onorificenza al maresciallo Tito. Alla vigilia del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, è la Lega a tirare fuori una delle vergogne di Stato. Quella tragedia è nel cuore di tutti gli italiani degni di esserlo. Ma in qualche archivio di Stato ancora figura il boia slavo nel medagliere nazionale. E non va bene.

La Lega: via quell’onorificenza a Tito

Sacrosanta dunque l’iniziativa promossa da William De Vecchis per la Lega al Senato con la prima firma di Matteo Salvini. La mozione depositata a Palazzo Madama impegna il governo “ad adottare ogni possibile iniziativa finalizzata alla revoca dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce concessa al Maresciallo Tito o, quanto meno, volta a riconoscere che la concessione di tale onorificenza non sia compatibile con i principi ispiratori della legge 3 marzo 1951, n. 178, e più in generale con i principi fondamentali del nostro ordinamento costituzionale.

Josepz Tito, Presidente della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia dal 1953 al 1980, anno della sua morte, nel corso della sua lunga esperienza politica si è macchiato di vari crimini, in particolare la sua figura è legata alla tragedia delle foibe, che vennero utilizzate, nel corso della Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra, per occultare le vittime italiane uccise dai partigiani jugoslavi.

In Italia, con la legge 30 marzo 2004, n. 92, il Parlamento ha istituito il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo“, con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

Mozione al Senato del partito di Salvini

Nel nostro Paese – scrivono i senatori leghisti – esistono purtroppo delle “piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza. Che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza”.

Ebbene, proprio il persecutore di italiani è ancora oggi insignito come Cavaliere di Gran Croce anche il Maresciallo Tito, al quale il riconoscimento fu conferito il 2 ottobre 1969, durante la Presidenza di Giuseppe Saragat e il secondo Governo presieduto da Mariano Rumor. E la mozione afferma che la revoca dell’onorificenza data a chi si è macchiato di gravi crimini, quali la pulizia etnica realizzata nei confronti degli italiani della Venezia Giulia, rappresenta un atto dovuto da parte del Governo italiano per giungere ad una pacificazione, lasciando così al ricordo una delle pagine più brutte della storia italiana del Novecento”. Per la Lega il ricordo della Foibe non può continuare ad essere macchiato da Tito, dice De Vecchis.

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