Fori Imperiali, allarme abbattimenti: CURAA chiede trasparenza sui pini tagliati
I pini dei Fori Imperiali non sono solo alberi. Sono parte del profilo di Roma, della sua immagine più riconoscibile. Qui sono dodici i pini storici abbattuti, più quelli crollati tra gennaio e febbraio. E adesso ci si chiede: è davvero solo manutenzione o c’è dell’altro?
CURAA: “Chiarezza sugli abbattimenti e sui vincoli”
A sollevare il tema è CURAA (Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti), guidata dalla storica dell’arte Jacopa Stinchelli. L’associazione parla apertamente di preoccupazione per la gestione del patrimonio arboreo romano e chiede risposte puntuali su numeri, criteri e autorizzazioni. Durante la recente Commissione Ambiente del I Municipio, il presidente Niccolò Campioni e il tecnico Antonello Santelli non avrebbero fornito dati chiari su quanti alberi saranno abbattuti e quanti reimpiantati. Un vuoto informativo che, in un’area sottoposta ai vincoli del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004), avrebbe creato molto disappunto.
Secondo quanto emerso, alcuni pini sarebbero crollati a causa di lesioni alle radici provocate dai cantieri stradali.
Progetto CArMe e 282 milioni: riqualificazione o sostituzione?
L’associazione teme che gli abbattimenti siano legati al Progetto CArMe. Un piano da 282 milioni di euro, sostenuto anche da fondi PNRR e legati al Giubileo 2025, che punta a trasformare l’area in un grande parco archeologico pedonalizzato. Un’operazione ambiziosa. E delicata. Tra le ipotesi c’è la sostituzione di alcuni pini con nuove specie, come lecci e alberi di Giuda. Una scelta che, secondo CURAA, rischia di alterare un equilibrio paesaggistico consolidato. Perché quei pini non sono semplici alberi: sono parte di un disegno urbano concepito negli anni Venti dall’archeologo Corrado Ricci, sotto la tutela della Soprintendenza e dei Beni Culturali.
Durante un incontro pubblico, la storica Anna Rosa Mattei ha ricordato che quell’alberatura è parte integrante della costruzione simbolica della via, non un arredo intercambiabile. Tagliare significa intervenire su un pezzo di identità.
Vincoli ambientali e fondi pubblici: l’appello alla Procura
L’associazione chiede un’indagine sul rispetto dei vincoli ambientali e sulla corretta gestione dei fondi pubblici. E sollecita l’intervento della Procura della Repubblica di Roma per verificare che ogni decisione sia conforme alle norme che regolano un sito riconosciuto come patrimonio UNESCO. Il punto non è opporsi alla riqualificazione. Roma ha bisogno di cura, non di immobilismo. Ma quando si interviene proprio nei punti più rappresentativi della città, la trasparenza non è un optional. È una condizione minima.
I pini dei Fori Imperiali non sono solo alberi. Sono parte della scena urbana che milioni di persone attraversano ogni anno. Prima di sostituirli, servono numeri certi, atti pubblici, autorizzazioni chiare. E soprattutto una visione che tenga insieme tutela del paesaggio, sicurezza e rigenerazione urbana. Altrimenti il rischio è che, tra cantieri e annunci, a cadere non siano solo i pini. Ma la fiducia.