Forza Italia-Lega, ancora tensioni sulle nomine, restano aperti i nodi Consob e Antitrust: Meloni richiama Giorgetti
Nel centrodestra tornano a farsi sentire le tensioni tra Forza Italia e Lega. Al centro del confronto ci sono ancora due partite delicate, quelle legate a Consob e Antitrust, dossier che da settimane pesano sugli equilibri interni alla maggioranza. Il tema non è solo tecnico, ma soprattutto politico: le nomine nelle autorità indipendenti vengono lette come un test sui rapporti di forza tra gli alleati. E proprio per questo ogni rallentamento o divergenza finisce per avere effetti ben oltre le singole caselle da riempire.
Il richiamo di Meloni a Giorgetti
In questo quadro si inserisce il richiamo di Giorgia Meloni a Giancarlo Giorgetti, interpretato come un segnale chiaro rivolto a chi, dentro la coalizione, rischia di alimentare ulteriori attriti. La presidente del Consiglio punta infatti a evitare che una questione di nomine si trasformi nell’ennesimo terreno di scontro politico. L’obiettivo della premier è tenere compatta la maggioranza e impedire che le tensioni tra Lega e Forza Italia finiscano per rallentare l’azione del governo in una fase già complessa.
Perché Consob e Antitrust pesano così tanto
Consob e Antitrust non sono semplici sigle per addetti ai lavori. Si tratta di organismi che incidono su mercati, concorrenza, controlli e regole. Per questo le loro nomine hanno un peso strategico e politico molto rilevante. Ogni forza della maggioranza sa bene che queste scelte mandano anche un messaggio all’esterno: dicono chi conta di più, chi riesce a imporre la propria linea e chi invece è costretto a cedere terreno. Ed è proprio qui che si sta consumando il braccio di ferro tra gli alleati.
Un equilibrio ancora tutto da trovare
La sensazione è che il confronto non sia chiuso e che servirà ancora una mediazione per disinnescare il caso. Meloni prova a tenere il punto e a riportare la discussione su un piano più ordinato, ma i malumori restano. Forza Italia vuole far valere il proprio peso politico, mentre la Lega non sembra intenzionata a fare passi indietro senza contropartite. Il risultato è una trattativa ancora aperta, che conferma come nella maggioranza la convivenza resti solida nei numeri, ma spesso difficile nella gestione politica quotidiana.
Chiusa la partita dei sottosegretari
In ogni caso, la partita dei sottosegretari è ormai chiusa: il 22 aprile il Consiglio dei ministri ha completato il riassetto con cinque nomine, indicando Paolo Barelli di Forza Italia ai Rapporti con il Parlamento, Massimo Dell’Utri di Noi Moderati agli Esteri, Alberto Balboni di Fratelli d’Italia alla Giustizia, Mara Bizzotto della Lega al Mimit e Giampiero Cannella di Fratelli d’Italia alla Cultura. La ricomposizione del sottogoverno, quindi, può dirsi sostanzialmente definita.