Fratoianni, i talebani, Pol Pot e la statua del generale Lee in Virginia: l’odio della sinistra

statua generale lee (3)

L’isterismo del politicamente corretto continua a imperversare nel mondo. Seme avvelenato della snistra, tenta semplicemente di negare la storia reale. In Italia prosegue la caccia al fascismo e al fascista, con la ridicola richiesta di abbattere i fasci littori sul mercato di Perugia. Intellettuali, giornalisti, politici hanno subito ridicolizzato la richiesta, tra gli altri anche di Fratoianni, perché la storia, nel bene e nel male, non si cancella. E’ un metodo talebano, che ora va di moda. Distruggere i simboli delle idee diverse dalle loro. Ma allora dovremmo abbattere monumenti di incalcolabile valore in tutta italia (e anche all’estero). Strade, ponti, ferrovie, scuole, edifici pubblici, case popolari. Perché limitarci ai fasci littori al mercato di Perugia?

Allora abbattiamo tutti i simboli dell’Inpero di Roma

Non solo: se la distruzione deve riguardare tutti coloro che avevano una visione diversa dalla attuale, allora facciamo saltare le statue e i resti del tempo di Giulio Cesare, Augusto, Marco Aurelio, tutti gli imperatori romani. Razzisti, schiavisti, sostenitori della pena di morte e della guerra di aggressione, come era normale in un tempo diverso, quando la maggioranza della società rispecchiava queste tendenze. E’ una furia che sta in mezzo a Pol Pot, a Stalin e ai talebani: annientare il nemico e la sua memoria, come fecero i cannoni con i simboli buddisti della statue di Bamyian, espressione di una falsa religione. La furia distruttrice è aumentata dopo il caso Floyd, negli Stati Uniti, che ha dato il via a devastazioni storiche contro  i simboli di quella nazione: Cristoforo Colombo, i generali confederati, e così via.

A quando la damnatio memoriae di Abramo Lincoln?

Ci chiediamo: ma quando verrà un governo diverso, cosa succederà? Abbatteremo le statue del generale Grant, di Abramo Lincoln, in una spirale di odio che non avrà mai fine? Tra l’altro, la sinistra dimentica di dire che le leggi razziali, finite in Europa nel 1945, negli States durarono fino agli anni Sessanta. E di dire anche che lo stesso Lincoln e molti generali dell’Unione avevano schiavi nelle loro piantagioni, come era normale. Quindi smettiamola con la favola della guerra di secessione fatta per la libertà: fu solo una guerra economica tra due visioni del mondo profondamente diverse: capitlaismo e agricoltura, e per ricattare gli operai dal punto di vista salariale. Poi, cosa ha da insegnarci un sistema, quello americano, che ha fondato la sua prosperità sul genocidio sistematico di milioni di esseri umani, solo perché davano fastidio?

L’odio della sinistra contro i simboli della Confederazione

Colpisce particolarmente l’abbattimento in Virginia della statua del generale confederato Robert Lee, identificato da molti negli Stati Uniti come un simbolo della storia di oppressione razziale nel Paese. Una folla ha applaudito all’abbattimento della statua dedicata al comandante dell’esercito degli Stati confederati del Sud. La statua in bronzo alta circa 6,5 metri rimossa dal suo piedistallo a Richmond da una gru, si vede in un video condiviso dall’ufficio del governatore Ralph Northam, tra le urla di “hey, hey, addio”. Il monumento nacque oltre 130 anni fa. Era finito al centro di una disputa giudiziaria dopo che, nel giugno 2020, a seguito della morte di George Floyd, il governatore Northam aveva annunciato l’intenzione di abbatterla. Contribuendo a scavare un fossato di odio tra opinioni diverse.

Robert Lee finì i suoi giorni come rispettato docente universitario

Ci limitiamo a sottolineare che dopo la guerra di secessione, una guerra civile, non vi furono processi, epurazioni, persecuzioni, esecuzioni sommarie dei vincitori contro i vinti, come in Italia. Lo stesso generale Lee terminò la sua carriera come rispettato docente universitario in una università di Richomnd, e così molti dei suoi generali. L’odio è ricomparso una secolo dopo, quando ci si è accorti che una certa mentalità non era scomparsa. E che il sistema capitalistico non aveva dato i risultati sperati. Risultando anzi in molti casi peggiore dell’Old South del quale oggi si vuole annientare la memoria. Lee e i suoi non avrebbero certo dato il via all’olocausto nucleare giapponese né bombardato centinaia di città causando la morte di civili innocenti.

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