Frena il progetto ‘Parco del Mare di Ostia’ da 24 milioni: “Ancora 30 giorni per riscrivere il litorale di Roma”

Ostia, sullo sfondo il progetto del Parco del mare, in primo Piano sindaco Gualtieri e mini sindaco di Ostia Mario Falconi

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Roma, il Parco del Mare di Ostia, il progetto di rifacimento del litorale di Roma presentato a ridosso delle feste con uno sprint degno di un centometrista, ora si ferma per 30 giorni: il Campidoglio ha riaperto i termini della Conferenza dei Servizi, il tavolo tecnico che ha il compito di promuoverlo o bocciarlo, visto che il progetto ha subito modifiche consistenti. Quindi, va ripresentato (il progetto) a cittadini e enti pubblici, come prescritto dalla legge.

In gioco, del resto, non c’è un ‘rendering’ qualunque, ma la tenuta di un progetto da 24 milioni di euro stimati di fondi PNRR destinato a cambiare, per sempre, il futuro della costa romana e a spostare letteralmente verso l’interno la litoranea e i parcheggi oltre a vari servizi ‘accessori’. Ma procediamo per gradi.

Parco del Mare di Ostia, cosa cambia

Prima di tutto, la revisione del progetto si concentra su un punto preciso: “la revisione del tratto stradale tra Via dei Sandolini e Via Vivaldi/Via Balbi”, modificato perché non attraversi più — “come originariamente previsto” — un’area che “è emersa essere caratterizzata da un rilevante valore ambientale”.

Nello stesso perimetro è stata inserita anche un’altra correzione sostanziale: “la rinaturalizzazione dello spazio esistente adibito a parcheggio situato a margine della medesima area”. In pratica, questi 30 giorni extra servono a trasformare queste scelte in elaborati definitivi: aggiornare disegni e relazioni, mettere nero su bianco gli effetti su accessi e mobilità locale, e chiudere i passaggi tecnici necessari per presentare un progetto più solido e coerente con i vincoli ambientali.

Termini e pec: la scadenza del 27 febbraio

Alle osservazioni – che scadono il 27 febbraio – possono partecipare tutti i soggetti interessati, non solo tecnici: cittadini residenti o frequentatori di Ostia, comitati di quartiere, associazioni, realtà ambientaliste e anche attività economiche che temono ricadute su accessi, sosta e vivibilità (di fatto è proprio ciò che stanno facendo diverse sigle del territorio).

Per presentarle in modo formale, il canale indicato negli atti della procedura è l’invio via PEC al Dipartimento competente: protocollo.programmazioneurbanistica@pec.comune.roma.it
; per richieste di chiarimento e informazioni operative è riportato anche il riferimento tecnico rita.romano@comune.roma.it

Che cos’è davvero il Parco del Mare

Le carte ufficiali parlano di un progetto inserito nelle strategie territoriali e finanziato con fondi europei, con un ordine di grandezza intorno ai 24 milioni. La regia tecnica passa da Risorse per Roma, con incarichi di progettazione già messi a terra.

Perché il progetto divide Ostia

Il consenso, però, non è automatico. Da una parte c’è chi vede l’occasione di riqualificare un fronte mare vissuto spesso “a strappi”, tra stagionalità e spazi poco curati. Dall’altra ci sono comitati e associazioni che chiedono più tempo, più trasparenza e più garanzie sugli effetti reali e sul verde. La polemica è esplosa soprattutto su un punto: i tempi della consultazione, avviata tra Natale e Befana con una finestra considerata troppo corta per studiare un dossier così impattante.

Il nodo viabilità e parcheggi

Il tema più sensibile, per i residenti, resta quello quotidiano: come si arriva al mare e dove si parcheggia. Nel dibattito tornano due paure ricorrenti. La prima: che le modifiche alla viabilità scarichino traffico sulle strade interne. La seconda: che la riduzione o la riorganizzazione della sosta crei un effetto imbuto, soprattutto nei weekend e nei mesi estivi. È il classico punto in cui la qualità urbana si misura sul campo, non nei comunicati. Ed è qui che le richieste di correzione diventano inevitabili.

La pressione dal basso: osservazioni e dossier

Nelle ultime settimane la discussione si è spostata dalle chiacchiere ai documenti. Un segnale arriva dal lavoro dei comitati: sono state inviate osservazioni puntuali, con richieste di modifiche e proposte alternative. In un passaggio citato dagli stessi promotori, si parla di un pacchetto di circa 100 osservazioni raccolte e trasmesse agli uffici competenti. È il segno che il progetto, ora, entra nella fase in cui ogni scelta deve reggere a domande molto pratiche: costi, cantieri, impatti, gestione.

Cosa succede adesso: la finestra dei 30 giorni

La “frenata” non è la fine del Parco del Mare di Ostia. È una soglia. Nei documenti tecnici legati alla progettazione è prevista una fase in cui gli elaborati devono essere aggiornati in base alle prescrizioni emerse nel confronto tra enti. E qui compare la scadenza che dà il ritmo alle prossime settimane: entro 30 giorni dalla chiusura del relativo passaggio, i progettisti devono consegnare gli aggiornamenti. Tradotto: o il progetto si irrobustisce adesso, oppure rischia di trascinarsi dietro criticità fino ai cantieri.

Ostia Parco del Mare, foto Google Maps
Ostia Parco del Mare, foto Google Maps – www.7colli.it