Fuga dall’Afghanistan: 20 anni, tremila morti e 1.000 miliardi di dollari non sono serviti a niente

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Al di là delle parole retoriche dei politici della coalizione, compreso il nostro ministro Guerini, quella dall’Afghanistan è una autentica fuga. L’immenso Paese asiatico è stato il Vietnam dell’Occidente e una nostra nuova Caporetto. Dopo venti anni di impegni, di soldati, di soldi e risorse impiegate, il Paese non sta meglio di prima. Anzi. Il rischio è che con la fuga delle truppe occidentali i terroristi talebani riprendano immediatamente il controllo del Paese con la violenza e che la shaaria divenga l’unica spietata legge per la popolazione. Senza le truppe dei Paesi civili a vigilare, l’Afghanistan potrebbe arretrare in un nuovo Medio Evo. L’Australia ha già chiuso per sempre l’ambasciata, e temiamo che molte altre la seguiranno. Gli Usa hanno lasciato 600 marines a difendere l’ambasciata.

Gli americani riusciti nel miracolo di farsi odiare più dei talebani

Fu il presidente Trump a promettere il ritiro delle sue truppe, pressato dagli attentati feroci dei talebani contro tutto e tutti: soldati, civili, bambini, infrastrutture. E anche qui, diciamo che molti danni li hanno fatti gli americani. Che partivano da una posizione di vantaggio, perché la popolazione non sopportava più i talebani. Ma i terroristi islamici hanno atteso pazientemente il deterioramento delle truppe occidentali e fatto leva sul sentimento religioso della popolazione, per costringerci ad andarcene. Dipingendoci come invasori anziché come soccorritori e salvatori. Forse i centri urbani resisteranno un po’ di più al tallone islamico, ma non c’è dubbio che i talebani creeranno in Afghanistan un’enorme base di al Qaeda, vendicando finalmente Osama bin Laden.

Ai tremila morti dell’11 settembre si aggiungono gli altri tremila della coalizione

E pensare che l’invasione in Afghanistan era stata voluta proprio dagli americani all’indomani dell’11 settembre. Quando i terroristi islamici avevano causato tremila morti civili. Ora li hanno raddoppiati: sono morti più di tremila soldati della colazione guidata dagli Usa. E oltre 140mila morti tra civili, soldati afghani, talebani. Noi ne abbiamo avuti 53, o 54, secondo le fonti, e abbiamo speso 7/8 miliardi di dollari, che avrebbero potuto essere impiegati in maniera più costruttiva. Un milione di euro al giorno, più o meno. Sì, perché l’Afghanistan è rimasto com’era: c’è un minimo di analfabetismo in meno, 62 rispetto al precedente 68 per cento. Ma la mortalità infantile è ancora la più alta del mondo, l’aspettativa di vita è la terz’ultima del pianeta (51 anni), ed è ancora uno dei Paesi più pveri del mondo: il 207° su 230. Allora?

Infine, il regime integralista islamico che governa oggi l’Afghanistan è uno dei più corrotti e inefficienti al mondo. E sempre più afghani lasciano il Paese. Per quanto riguarda le forze armate, presto passeranno armi a bagagli con i talebani, alla faccia dei miliardi spesi da noi per armarli e addestrarli. Insomma, qualcuno lo spiega che siamo andati a fare laggiù, se poi non abbiamo concluso nulla?

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