Fuga dei consiglieri regionali. Ma il videosistema va in tilt

Non abbiate paura, consiglieri regionali. Magari alla Pisana il coronavirus non ci arriva e riunitevi tranquillamente. Date l’esempio a chi al lavoro deve andarci tutti i giorni e smettetela con la videoconferenze malandate che dovrebbero sostituire consiglio e commissioni. Il Lazio ha diritto a farsi rappresentare un po’ meglio.

Nei giorni scorsi avevamo dato voce alla protesta di Fdi contro la decisione di non svolgere più riunioni alla Pisana. Oggi anche la Lega ha protestato rumorosamente con il suo consigliere Daniele Giannini (nella foto), che è anche membro dell’ufficio di presidenza della Pisana. Che ha raccontato la domenica trascorsa a cercare di capire che cosa succede nella sanità.

Consiglieri regionali che non possono lavorare

“Il tentativo di far svolgere videoconferenze al posto di commissioni reali in Regione, ha dimostrato già oggi molte lacune. Infatti sia il sottoscritto che altri consiglieri non siamo riusciti ad intervenire per un malfunzionamento dei microfoni. La stessa relazione dell’assessore D’Amato è stata spesso interrotta da mancanza di collegamento”, ha detto Giannini in una nota.

Vista la criticità del momento e l’importanza dei temi trattati e visto l’atteggiamento di questa maggioranza di non coinvolgere se non a cose fatte i consiglieri di opposizione, “chiediamo un rapido e concreto cambio di atteggiamento e procedure”, ha aggiunto l’esponente della Lega.

“Fare come in Parlamento”, dice Giannini (Lega)

“Si riapra la Regione – ha concluso Giannini – come è stato riaperto il Parlamento, rispettando le dovute accortezze di protezione e di distanza e si coinvolgano tutti i consiglieri prima di fare delle scelte, sia in materia sanitaria sia in tema di aiuti economici e tutela dei lavoratori”.

Chissà se la maggioranza di Zingaretti tornerà sui suoi passi rispetto ai disagi sempre più evidenti per i consiglieri regionali che non sono messi nella condizione di svolgere il loro lavoro in rappresentanza dei cittadini. La commedia delle videoconferenze sta suscitando commenti davvero poco edificanti.

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