Funerali Enrica Bonaccorti, l’addio di vip e fan a Roma: commozione alla Chiesa degli Artisti

Roma, funerali di Enrica Bonaccorti, il feretro entra in chiesa

Contenuti dell'articolo

Le esequie della conduttrice sono iniziate oggi pomeriggio a Roma, nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo, dopo l’apertura della camera ardente nella clinica della Capitale dove si era spenta il 12 marzo a 76 anni. Una cerimonia raccolta, con la presenza di familiari e amici, vip e tanto fan, fiori bianchi e la musica di “La lontananza”.

Roma si raccoglie per l’ultimo saluto

Roma sta accompagnando Enrica Bonaccorti nel suo ultimo viaggio con un rito sobrio e molto partecipato. Secondo i riscontri raccolti nelle cronache in diretta, i funerali sono iniziati nel pomeriggio di oggi nella Chiesa degli Artisti, luogo simbolico della memoria pubblica dello spettacolo italiano.

La cerimonia arriva dopo l’apertura della camera ardente nella clinica romana dove la conduttrice era morta il 12 marzo. Il dato che emerge, più di ogni altro, è quello di un addio composto, senza eccessi, nel segno della discrezione che spesso ha accompagnato anche la sua immagine televisiva.

Fiori bianchi, musica e una liturgia senza teatralità

Il colpo d’occhio raccontato dalle testate presenti sul posto restituisce un ambiente misurato: fiori bianchi, un pianoforte a coda all’interno della chiesa, alcuni posti riservati e le note della versione strumentale de La lontananza, brano di Domenico Modugno il cui testo porta anche la firma di Bonaccorti. All’arrivo del feretro, accompagnato dalla figlia Verdiana Pettinari, si è levato un applauso dei presenti. Sono dettagli che contribuiscono a definire il tono della giornata: non la spettacolarizzazione del dolore, ma una regia simbolica essenziale, coerente con il profilo umano e professionale della protagonista.

La malattia affrontata in pubblico con franchezza

La notizia della morte ha riaperto anche il ricordo del modo in cui Bonaccorti aveva scelto di raccontare la malattia. ANSA e Sky TG24 ricordano che la conduttrice aveva reso pubblica la diagnosi di tumore al pancreas nel settembre 2025, scegliendo parole dirette e prive di autocommiserazione. Un mese fa, nella sua ultima apparizione televisiva, aveva ancora parlato delle proprie condizioni con lucidità e con una volontà evidente di restare dentro la vita pubblica senza filtri superflui. È anche per questo che il saluto di oggi assume un valore ulteriore: non soltanto la fine di una carriera, ma la chiusura di un racconto personale condiviso con sincerità.

Oltre quarant’anni di tv, scrittura e presenza scenica

Ridurre Enrica Bonaccorti al solo ruolo di conduttrice sarebbe, oggi più che mai, impreciso. Le fonti che stanno seguendo la giornata ricordano un percorso attraversato per oltre quarant’anni tra televisione, radio, teatro, scrittura e intrattenimento popolare. RaiNews la descrive come una figura capace di transitare dagli esordi nel teatro e nel cinema alla centralità televisiva, mentre le ricostruzioni biografiche ne ribadiscono la natura poliedrica: attrice, autrice, volto televisivo, presenza riconoscibile ma mai monocorde. L’addio di Roma, in questo senso, non riguarda solo una celebrità, ma una protagonista di lungo periodo della cultura televisiva italiana.

Il cordoglio dei colleghi e il senso pubblico della memoria

Attorno alla chiesa si sono raccolti colleghi, amici, giornalisti e curiosi. Tra i primi arrivi, secondo le dirette, figurano l’ex marito Arnaldo Del Piave, Guillermo Mariotto, Ilona Staller e Alba Parietti, che ha ricordato Bonaccorti come un’amica attenta all’umanità prima ancora che una collega di talento. È un passaggio che aiuta a leggere meglio la portata di queste ore: il lutto privato resta centrale, ma si intreccia con una memoria collettiva costruita in decenni di familiarità televisiva. Per il pubblico, il funerale in corso non è soltanto una notizia di spettacolo: è il congedo da una voce che ha attraversato generazioni diverse.