Furto nella villa a Roma di Valentino, colpo di scena nelle indagini: il vigilante era complice dei ladri

Valentino Garavani

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Sorprendete colpo di scena nelle indagini per il furto in casa dello stilista Valentino Garavani.
Come nei grandi classici del giallo per cui l’assassino è il maggiordomo, in questo caso si è scoperto che il basista è vigilante, quindi ha aiutato lui i ladri ad entrare in casa.

Plot twist

Poteva essere un eroe, anzi così si è presentato dopo che ha raccontato agli inquirenti di aver sparato un colpo in aria per spaventare i ladri, ma gli stessi investigatori hanno capito che nel suo racconto qualcosa non tornava e i sospetti sono ricaduti proprio su di lui: forse era in combutta con la banda che ha fatto il colpo.

Il tentato furto

Ricostruiamo quanto accaduto nella sera del 6 luglio scorso. Due uomini incappucciati hanno cercato di entrare nella residenza romana di Valentino Garavani, sull’Appia Pignatelli, all’incrocio con via Erode Attico, a due passi dall’Appia Antica.

All’interno della villa però era presente sia lo stilista dell’omonima atelier di lusso che alcuni collaboratori domestici e ospiti. All’esterno, però, le telecamere di sorveglianza avevano rilevato due figure sospette nel giardino, coperte da cappucci e appena scese da una Fiat Panda.

Lo sparo

Il vigilante, allertato dai monitor, è uscito di corsa e si è trovato faccia a faccia con i due. Senza esitazioni ha esploso un colpo di pistola in aria, costringendo i malviventi alla fuga prima ancora che riuscissero ad avvicinarsi alla casa.

L’indagine

Ma gli iquirenti hanno ricostruito tutta un’altra dinamica. In realtà la banda di ladri non si aspettava la presenza in casa dello stilista. Il colpo doveva essere pianificato da tempo e i ladri non vedevano loro di mettere le mani su gioielli e preziosi, ma una volta lì qualcosa è andato storto. Il vigilante avrebbe in qualche dovuto in qualche modo avvertire i complici del cambio di programma così avrebbe esploso il colpo in aria.

Questa rimane, per ora, una teoria. Gli inquirenti non hanno richiesto provvedimenti nei confronti dell’uomo che intanto si è autosospeso dall’incarico.
Intanto le indagini continuano anche per identificare un altro elemento della banda dopo l’italiano, classe 91’, riconosciuto e fermato grazie ad un tratto distintivo: l’occhio di vetro.