Galleria Giovanni XXIII senza pace e ancora a senso unico

Galleria Giovanni XXIII

È veramente senza pace la galleria Giovanni XXIII. Anche in piena emergenza coronavirus da stanotte gli operai ricominceranno a lavorare nel tunnel più famoso e trafficato di Roma. Stavolta toccherà alla cosiddetta canna sud, cioè quella che scende dal Policlinico Gemelli allo stadio Olimpico. Quindi nuovamente senso unico nel traforo, ma stavolta si potrà circolare solamente a salire. I lavori dovrebbero durare trentacinque giorni, e dunque dovremmo riavere ripristinata l’intera viabilità entro la fine di aprile. Probabilmente la sindaca Raggi avrà valutato la situazione. Con la gente ferma a casa per il coronavirus e le scuole chiuse si è voluto giocare d’anticipo. E far partire subito i lavori che sarebbero dovuti iniziare a fine giugno.

Galleria Giovanni XXIII nuovi lavori e senso unico

Senso unico a salire per la galleria Giovanni XXIII da stanotte e per i prossimi trentacinque giorni. Il comune di Roma ha voluto anticipare la ripresa dei lavori sulla canna sud, quella che scende dal Gemelli fino allo stadio Olimpico. Si sarebbero dovuti effettuare a fine giugno. Dopo gli europei di calcio e con le scuole chiuse. Ma ovviamente l’emergenza coronavirus ha cambiato tutto. Non c’è nessuno per strada, e quindi in Campidoglio hanno pensato di anticipare il completamento dell’opera. E le ditte appaltatrici hanno dato il consenso. Si lavorerà anche di notte per fare prima e rispettare il cronoprogramma. Decisione che era stata presa anche per la canna nord, dopo che cittadini e opposizioni erano scesi in piazza. Tempi dei lavori ridotti da cinque mesi a un mese e mezzo, e ora si replica. Non senza polemiche.

Lavori a metà 

Lavori indispensabili quelli del rifacimento del tunnel, che ormai mostrava i segni del tempo. E anche l’usura determinata dalle decine di migliaia di macchine e moto che ogni giorno percorrono la galleria. Ma non sono mancate le polemiche per le scelte compiute dall’amministrazione. Già in occasione dei precedenti interventi. Tralasciamo le critiche per il traffico impazzito e per gli esercizi commerciali vuoti. Purtroppo quello che sta succedendo con il coronavirus ha cambiato totalmente le carte in tavola. Oggi i problemi sono altri. In primo luogo quelli di garantire la sicurezza dei lavoratori impegnati nell’intervento. Immaginiamo che il capitolato d’appalto sia stato rivisto, adeguando gli standard igienico sanitari a quanto previsto negli ultimi decreti del governo Conte. Mascherine e tute gli operai li avevano già, ma ovviamente dovranno valere tutte le altre prescrizioni di sicurezza. A cominciare dalla distanza minima da osservare tra gli addetti ai lavori. I materiali monouso e quant’altro. Sarà compito delle ditte osservare le prescrizioni, e responsabilità del comune vigilare che tutto vada per il meglio. E poi ci sono i lavori veri e propri. Utili certo, ma per qualcuno fatti a metà. Con la prospettiva poco piacevole di doverci presto rimettere le mani.

Niente colonnine SOS e ventilatori

Non saranno riviste le colonnine SOS presenti all’interno della Galleria Giovanni XXIII, semplicemente perché non è previsto nell’appalto. Così come non verrà riammodernato l’impianto di ventilazione, vecchio e insufficiente per il volume di traffico che si registra ogni giorno nel tunnel. Due gravi mancanze, che costringeranno probabilmente a programmare dei nuovi interventi nella galleria. Con i relativi disagi per i cittadini. Per non parlare del tutor a trenta all’ora. Scongiurato al momento, ma sempre nei piani dell’amministrazione per il prossimo futuro. Invece a fine aprile avremo l’asfalto nuovo, l’illuminazione potenziata e le barriere antirumore ripulite e sostituite se danneggiate. Sicuramente si sarebbe potuto fare di più, ma questo passa il convento. Almeno per ora. Con la speranza che il tunnel rinnovato possa essere inaugurato in un clima migliore per tutti. Che ad oggi resta la cosa più importante.

 

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