Garante della Privacy sotto accusa: viaggi da 70mila euro, fatture con “bevande e fiori” e nessun regolamento interno
Bevande, fiori, alberghi di lusso e missioni dai costi esorbitanti. Nei verbali dei dipendenti dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, acquisiti dalla Procura di Roma, emergono trasferta costose, rimborsi contestati e l’assenza di norme chiare per disciplinare le spese del Collegio. La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta per peculato e corruzione: nel mirino sono finiti il presidente e gli altri componenti dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali.
“Spese eccessive e non istituzionali”: cosa emerge dai verbali
A parlare sono gli stessi dipendenti amministrativi, ascoltati dalla Guardia di Finanza. Nei loro racconti comparirebbero affitti, hotel, missioni e fatture anomale. In un caso, come riporta Il Corriere della Sera, un funzionario avrebbe raccontato di essersi trovato davanti a una fattura d’albergo con voci come bevande e fiori, spese che, a suo giudizio, non avevano nulla a che fare con l’attività istituzionale e non avrebbero dovuto essere rimborsate integralmente.
Le contestazioni non si fermano ai fiori. Nei fascicoli risulterebbero anche pagamenti per l’affitto di un appartamento in piazza della Pigna, in pieno centro a Roma, acquisti in macellerie storiche e prestazioni da parrucchieri, imputati agli stessi codici di spesa dell’Authority. Tutto mentre, secondo le testimonianze, mancavano regole interne chiare.
Uno dei passaggi più delicati riguarda proprio l’organizzazione interna. Un dipendente ha messo a verbale di non aver mai riscontrato, in precedenti amministrazioni pubbliche, una situazione simile: nessun regolamento che disciplinasse le spese del Collegio e del personale. Una lacuna che, sempre secondo il verbale, avrebbe aperto la strada a un uso troppo libero delle risorse. Alla richiesta di chiarimenti, allo stesso funzionario sarebbe stata proposta una carta di credito corporate. Una proposta che ha rifiutato, spiegando di non aver mai avuto strumenti del genere in altre amministrazioni pubbliche. Un episodio che, per gli inquirenti, contribuisce a delineare un sistema privo di controlli strutturati.
Il viaggio “chiacchierato” in Giappone
Tra i capitoli più discussi c’è quello dei viaggi istituzionali. Una dipendente ha riferito del viaggio effettuato dal Collegio del Garante in Giappone e negli Stati Uniti, nel giugno 2023. All’interno degli uffici, ha raccontato, se ne parlava molto. Il motivo era soprattutto uno, il costo complessivo, che sarebbe arrivato a circa 70mila euro. Le perplessità non riguardavano solo la cifra, ma anche il numero dei partecipanti e la durata della missione, ritenuti eccessivi rispetto agli obiettivi ufficiali. Un racconto che ha rafforzato i sospetti su spese di missione non proporzionate.
Le tessere “Volare” e i rapporti con consulenti esterni
Nei verbali compaiono anche riferimenti a tessere frequent flyer ottenute a titolo preferenziale e a rapporti professionali con studi legali esterni. Alcuni dipendenti hanno riportato l’esistenza di facilitazioni e contatti che lasciano aperti interrogativi su conflitti d’interesse e sul ruolo di intermediari nella gestione di benefici e consulenze. In più punti delle deposizioni si legge la preoccupazione degli uffici: la rete di relazioni esterne, se confermata, potrebbe aver favorito privilegi ingiustificati e assegnazioni opache di incarichi.
Al centro dell’indagine restano le ipotesi di peculato e corruzione, contestate ai membri del Collegio nella misura in cui, secondo l’accusa, avrebbero chiesto o autorizzato rimborsi per spese estranee all’esercizio del mandato, appropriandosi, di fatto, di risorse pubbliche. L’indagine è in corso e i verbali contengono ancora omissis: il quadro probatorio sarà definito dalle verifiche documentali e dalle acquisizioni bancarie richieste dalla Guardia di Finanza. Nel frattempo, la vicenda ha già prodotto dimissioni e tensioni interne, oltre a suscitare richieste di chiarimento da parte di parlamentari e associazioni per la trasparenza.