Gianicolo nel degrado, la mozione di Santori (Lega) torna in Aula dopo quattro mesi: il Campidoglio ora deve rispondere

Gianicolo

Contenuti dell'articolo

Il Gianicolo e il complesso di San Pietro in Montorio hanno bisogno di tutela, decoro e di una gestione finalmente coordinata: è questo il cuore della mozione con cui Fabrizio Santori, consigliere capitolino della Lega, chiama direttamente in causa il sindaco Roberto Gualtieri e la sua Giunta.

La battaglia di Santori arriva in Campidoglio

La mozione n. 126/2026, firmata dal solo Santori, torna nell’ordine dei lavori dell’Assemblea Capitolina convocata per martedì 15 settembre. Il documento impegna il sindaco e la Giunta ad affrontare in maniera integrata la gestione del Gianicolo e del vicino complesso di San Pietro in Montorio. Non un intervento isolato, dunque, ma una presa in carico complessiva di una delle aree storiche e panoramiche più importanti della Capitale.

Una mozione ferma da quasi quattro mesi

L’iniziativa di Santori non nasce oggi. La mozione era già comparsa tra gli atti destinati all’Aula nelle sedute del 19 e 21 maggio 2026, senza arrivare a una conclusione definitiva. Dopo quasi quattro mesi, il provvedimento ricompare nel calendario capitolino. Un’attesa che rafforza il peso politico della richiesta: il consigliere leghista pretende che il Campidoglio affronti una questione rimasta finora senza una risposta dell’Assemblea.

Tutela e decoro, ma soprattutto una regia

La parola centrale della mozione è “integrata”. Il Gianicolo non può essere trattato come una somma di luoghi scollegati, affrontati soltanto quando emerge un problema. Santori chiede una visione capace di tenere insieme la tutela del patrimonio, il decoro degli spazi e la gestione dell’intera area. Il testo sintetico pubblicato dal Campidoglio non elenca singoli lavori o stanziamenti, ma indica con chiarezza la direzione politica richiesta alla Giunta.

Gualtieri chiamato a una scelta

La mozione sarà tra gli atti esaminabili nella seduta del 15 settembre, dalle 10 alle 15. Se non venisse trattata, potrebbe essere recuperata il 17 settembre insieme agli altri provvedimenti rimasti indietro. L’iscrizione all’ordine del giorno non garantisce automaticamente il voto, ma riporta ufficialmente il caso dentro l’Aula Giulio Cesare e costringe la maggioranza a misurarsi con la proposta firmata da Santori.

Il Gianicolo non può restare in attesa

Ora la questione diventa politica. Il Campidoglio dovrà decidere se accogliere la richiesta di una gestione coordinata o lasciare nuovamente la mozione in coda. Santori ha scelto di puntare su un luogo che appartiene alla storia e all’immagine internazionale di Roma. Dopo mesi di attesa, la domanda arriva davanti alla maggioranza: il Gianicolo avrà finalmente un piano unitario oppure continuerà a essere amministrato senza una regia riconoscibile?