Giletti: adesso è Bonafede a dover dire chi gli impose il no a Di Matteo

Insomma, domanda Giletti: chi ha detto a Bonafede di non nominare il dottor Nino Di Matteo alla direzione delle carceri?

Visibilmente emozionato, Massimo Giletti a spiegato dalla tv a Bonafede che cosa ha combinato con quel no.

Non è l’Arena è tornata sullo scontro tra il ministro e Nino Di Matteo, partendo soprattutto dai boss mafiosi scarcerati.

Giletti vuole la verità da Bonafede

E ha chiesto a Claudio Martelli, ministro della giustizia all’epoca del delitto Falcone, come fu quel giorno. “Il più brutto della mia vita, un immenso dolore”.

La risposta dello Stato fu il 41-bis ai mafiosi.

Lo scontro Bonafede – Di Matteo è stato invece attivato la scorsa settimana dal deputato europeo dei Cinquestelle Giarrusso che usò la parola trattativa. Per quella parola Di Matteo entrò in trasmissione.

“Io non ho mai fatto trattative con nessun politico. Fu Bonafede che mi chiese al telefono se ero disponibile ad accettare un incarico”.

Di Matteo chiese 48 ore per rispondere, nel frattempo dalle carceri montava la possibile reazione alla nomina del magistrato a capo del Dap.

L’amarezza di Di Matteo

Il no di Bonafede – ha detto in trasmissione De Magistris, sindaco di Napoli e amico del magistrato – provocò in Di Matteo “profonda amarezza”.

Escludendo che abbia subito pressioni da mafiosi, Giletti ha chiesto: “Chi ha detto a Bonafede di pronunciare quel no a Di Matteo?”.

Un dilemma che va risolto proprio dal Guardasigilli.

Ora più che mai serve la verità. Anche perché giovedì prossimo il Senato si pronuncerà sulla mozione di sfiducia al ministro, presentata dal Centrodestra.

 

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