Giorgia Meloni conclude Atreju: oggi tutte le strade europee portano …a Roma

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Dal centrodestra a Elly Schlein passando per il reddito di cittadinanza e perfino per Chiara Ferragni. Molti gli argomenti trattati dal presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni dal palco di Atreju. “Sono sinceramente felice di essere qui oggi: è stata una settimana impossibile, un anno impossibile e non mi sarebbe dispiaciuto dormire qualche ora in più di domenica mattina, ma sono felice perché c’è solo una cosa della quale io ho più bisogno che di dormire ed è tornare a casa, perché voi possiate ricordarmi che io non sono sola”, ha detto. “Voglio ringraziare Salvini e Tajani per questi 14 mesi insieme, 14 mesi di amicizia, condivisione e lealtà.

Grazie a Salvini e Tajani per questi mesi di lealtà

Dalle loro parole” oggi ad Atreju “la conferma che se da ormai 30 anni, con formule diverse, il centrodestra italiano esiste non è per un incidente della storia ma per un sistema di valori condiviso. Voglio mandare il mio grazie oggi a Silvio Berlusconi”. Così Meloni nel suo intervento ad Atreju. “Chi pensava fossimo un fuoco di paglia ignora che non siamo qui per fortuna o perché abbiamo imboccato il treno giusto. Noi non siamo gli improvvisati della politica, per decenni abbiamo studiato e elaborato un progetto, ci siamo aperti al confronto e quando è stato necessario abbiamo avuto il coraggio di dire la verità, quello che non avevano altri, perché vedete la verità spesso ha un prezzo ma noi non abbiamo mai rinunciato alla verità”, ha sottolineato.

Alla Schlein: non insultare chi viene qui con il coraggio che tu non hai

“A più di un anno” dall’avvio del governo “il nostro consenso è cresciuto, perché credo che sia maggioritaria l’Italia che non accetta di svendersi, di adeguarsi, di chinare il capo, e noi abbiamo il dovere morale di ridare a questi italiani l’orgoglio di voler rivendicare qui e fuori dai confini nazionali ‘io sono italiano’. Saremo il governo dell’Italia con la schiena dritta, la testa alta, le scarpe piene di fango e le mani pulite”. Poi l’attacco alla segretaria del Pd Schlein: “Cara Elly, puoi anche decidere di non partecipare, ma non insultare chi ha accettato un invito qui perché ha avuto il coraggio che a voi difetta”. Il premier cita “Ecce bombo”: “Facciamo una citazione di sinistra” su “chi non accetta l’invito” ad Atreju “e chi invece si lamenta di non essere stato invitato”.

La citazione di Tolkien

E cita Tolkien: “Aveva ragione: l’anello del potere ti lusinga, cerca di farti perdere il senso della realtà: ‘un anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli’. Più forte di quell’anello c’è una compagnia che ti accompagna dove ognuno fa la sua parte ed è pronto a prenderti in braccio se non ce la fai. Quell’anello non ci avrà mai, oggi siamo le stesse persone che eravamo ieri e domani saremo quelli che siamo oggi. Porteremo il nostro compito a termine, costi quel che costi, ciascuno nel suo ruolo come un suol uomo”. Giorgia Meloni aggiunge: “Dicono che è l’unico libro che ho letto, ma non togliamo alla sinistra le poche certezze che crede di avere….”.

Il vero modello non sono gli influencer che si fanno pagare per fare pubblicità

Giorgia Meloni non la cita, ma è chiaro che l’affondo è per Chiara Ferragni e la vicenda del panettone ‘griffato’ con il suo logo: “Gli infuencer non sono quelli che fanno soldi a palate mettendo vestiti o borse o promuovendo carissimi panettoni facendo credere che si farà beneficenza, ma il cui prezzo servirà solo a pagare cachet milionari”, dice la premier dal palco di Atreju. “Il vero modello – insiste la premier – è di chi quell’eccellenza italiana la ingegna e la produce, che ha successo perché noi siamo più bravi, lo sappiamo fare meglio, e ai giovani dobbiamo insegnare che creare quei prodotti è più straordinario crearli che imparare a mostrarli”.

Caivano, la storia che nessuno scrittore racconta, perché la camorra fa vendere di più…

“Caivano è un territorio che era stato abbandonato dallo Stato. Voglio ringraziare di cuore le forze dell’ordine che presidiano quel territorio, uomini e donne talvolta figli e figlie di quei territori che hanno scelto la libertà e la legge che difende quella libertà. Storie da raccontare che nessuno scrittore racconta, perché i camorristi fanno vendere di più, ci si fanno le serie televisive, regalano celebrità, ricchezza e magari un pulpito da New York da cui dare lezioni di legalità agli italiani, sempre, si intende, a pagamento”. E poi: “Abbiamo cancellato il reddito di cittadinanza per chi poteva lavorare? Lo rifarei altre mille volte. Distinguere chi non può lavorare da chi può farlo si chiama giustizia. Non intendo comprare il consenso della gente: quello è un privilegio che lascio ad altre forze politiche”.