Giubileo 2025, l’ultimo giorno “blindato” per la Befana: chiude la Porta Santa e Roma alza il livello d’allerta
Roma, martedì 6 gennaio non sarà un’Epifania qualunque: a San Pietro va in scena l’atto finale del Giubileo 2025, con la messa conclusiva e la chiusura dell’ultima Porta Santa. Un passaggio simbolico e potentissimo, perché questo Anno Santo era iniziato con papa Francesco, scomparso il 21 aprile scorso, e si chiuderà ora con il suo successore, Leone XIV. Un cambio di stagione nella Chiesa che, inevitabilmente, si riflette anche nella politica e nella gestione della città.
La prova di Roma: 33 milioni di pellegrini e la macchina dello Stato
I numeri raccontano una pressione straordinaria: 33 milioni di pellegrini in un solo anno, un test continuo per Roma e per lo Stato. Non è solo questione di fede: è un evento globale che obbliga istituzioni diverse a marciare insieme, spesso con priorità non identiche. Prefettura e Questura hanno tenuto in piedi la regia, aggiornando piani e procedure, perché il Giubileo non è stato “solo” Giubileo: si sono sovrapposti eventi eccezionali, come esequie e conclave, che hanno moltiplicato l’esposizione e la complessità.
San Pietro sotto scorta: la sicurezza come scelta politica
Attorno al Vaticano scatta la routine delle grandi occasioni: area “blindata”, centinaia di uomini tra polizia, carabinieri, finanza, vigili urbani e militari dell’Esercito. A completare il quadro, vigili del fuoco e Protezione civile. In gioco non c’è soltanto l’ordine pubblico: c’è la credibilità di un Paese che, in un contesto internazionale teso e carico di minacce, deve garantire sicurezza senza trasformare la città in una zona off-limits. È una scelta politica, prima ancora che operativa.
Tra controlli e divieti: la città che rallenta per proteggersi
Per domani sono previste chiusure al traffico nelle aree intorno al Vaticano, una no fly zone e posti di controllo con metal detector. Misure che incidono sulla vita quotidiana di residenti e lavoratori, e che riaccendono il solito dilemma: fin dove ci si può spingere con le limitazioni, senza snaturare l’idea stessa di spazio pubblico? La risposta, in giornate come questa, è sempre un equilibrio delicato. E lo si misura nelle strade: nei flussi, nelle attese, nella tenuta del sistema.
Il corteo dei Re Magi: tradizione e gestione delle folle
In mattinata è previsto anche il corteo dei Re Magi da Castel Sant’Angelo fino a piazza San Pietro. Una scena che unisce folklore, spiritualità e narrazione pubblica della città: Roma “capitale” non solo d’Italia, ma di un immaginario mondiale. Proprio per questo ogni movimento diventa un potenziale punto critico: una passerella che è anche un corridoio di sicurezza, un evento che chiama famiglie e turisti, ma costringe a ragionare su accessi, varchi e densità delle presenze.
Piazza Navona, la Befana e l’altra Roma da proteggere
E mentre il Vaticano chiude il suo grande capitolo, Roma apre l’appuntamento più popolare dell’Epifania: la Festa della Befana a piazza Navona, con la chiusura del tradizionale mercatino di Natale. Nel pomeriggio, meteo permettendo, sono attese migliaia di persone, soprattutto famiglie con bambini. In programma anche l’esibizione dei vigili del fuoco, con pompieri che si calano da un’autoscala alta 30 metri. Qui la sicurezza cambia volto: meno cerimoniale, più gestione della festa. Ma la sfida resta la stessa: far sentire la città viva, senza abbassare la guardia.