Giustizia in quarantena. Avvocati senza toga (video)

Avvocati toga

Avvocati senza toga, è la fine del diritto ad una giustizia giusta. Avranno anche salvato il guardasigilli con le solite manovre di palazzo, ma la giustizia non c’è più. E c’è da aspettarsi proteste ancora più clamorose in un settore delicatissimo come questo. Perché vuoi o non vuoi, nei tribunali c’è la vita di tutti. Direttamente o indirettamente.

E colpisce molto la serie di manifestazioni degli avvocati, che vedono negato il diritto alla difesa, che pure dovrebbe essere garantito. Ieri si è assistito addirittura alla consegna delle toghe da parte degli avvocati di Roma, nelle mani del presidente del loro Ordine, Antonio Galletti.

Gli avvocati consegnano la toga

Nei tribunali non va. L’emergenza coronavirus sta soffocando il diritto e ieri lo hanno detto con chiarezza proprio davanti ai cancelli di piazzale Clodio.

“E’ una protesta per noi molto significativa, nello scrollarci di dosso la nostra seconda pelle che è la toga e che io per esempio porto da 25 anni – ha affermato Cesare Placanica, presidente della Camera penale di Roma -. Non è più tollerabile che un servizio essenziale per il Paese come la giustizia ancora non sia ripartito. Auspichiamo che si metta mano a un provvedimento che possa stabilire i criteri per la ripartenza, per quali tipi di reati, quali siano le condizioni di sicurezza accettabili, in modo da consentire al Paese di ripartire”.

L’Italia non può più fare a meno della mancanza di una funzione essenziale che è quella della giustizia”.
Galletti, dal canto suo afferma, che gli avvocati stanno rispettando “le distanze sociali, abbiamo le mascherine e tutti i presidi sanitari, ma vogliamo che la macchina della giustizia riparta. I cittadini non possono avere rinvii di un anno o di 6 mesi ma hanno bisogno di una risposta della giustizia in tempi europei”.

Il 29 maggio protesta in Cassazione

Non solo. Un flash mob davanti a tutti i palazzi di giustizia e a Roma davanti alla Corte di Cassazione il prossimo 29 maggio con la consegna simbolica dei loro Codici. E’ l’ulteriore protesta organizzata non dall’Ordine ma da un Comitato spontaneo di avvocati, nato su Facebook e al quale aderiscono 637 legali contro “la giustizia sospesa”. La protesta divampa.

“La giustizia è rimasta sostanzialmente esclusa dalla riapertura delle attività produttive alla fine del lockdown- spiegano in una nota- il tempo trascorso non è stato utilizzato per una pianificazione utile ed efficiente delle attività a venire e neppure per il recupero dell’arretrato”.

Non solo: “Gli uffici giudiziari hanno adottato 200 protocolli diversi per la gestione delle attività, con ampia discrezionalità nella definizione dell’ordine di trattazione delle cause e rinvii di molti mesi. Di fatto, che le attività riprendano con regolarità a Settembre è solo una speranza, perché a differenza che per milioni di esercizi commerciali nessuno è stato in grado di assicurare l’adozione di misure di prevenzione adeguate”.
“Vengono calpestati i diritti costituzionali dei cittadini alla difesa e al giusto processo”,lamenta il Comitato, avvertendo che “gli avvocati non vogliono essere complici di questo scempio”.

L’avvocatura vuole tornare nelle aule

A fronte della ripresa delle attività del Paese nella fase 2 “il servizio giustizia è al palo”. “In molte sedi è drasticamente ridotto il numero di udienze, in altre è modestissimo il numero delle cause poste in trattazione.
Gli orari di cancelleria sono sostanzialmente dimezzati e gli accessi consentiti non tutti i giorni, con sistemi di prenotazione via mail che non sempre funzionano”. E’ la situazione emersa dai primi dati raccolti da uno specifico Osservatorio dell’Unione delle Camere penali e che è stata presentata oggi al tavolo convocato presso il Ministero della giustizia per l’analisi del funzionamento degli Uffici giudiziari durante la fase di emergenza. “La babele dei provvedimenti dei capi degli Uffici giudiziari ha determinato un’emergenza nell’emergenza. L’Avvocatura pretende di tornare in aula”. La toga degli avvocati è preziosa.

Protesta dei penalisti di Roma

I Penalisti romani consegnano la loro Toga al Presidente dell'Ordine degli Avvocati, in segno di protesta contro lo stop della giustizia italiana. La giustizia deve ripartire.

Pubblicato da Massimo Magliocchetti su Venerdì 22 maggio 2020

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