Alemanno, la giustizia, e l’onore da restituire ai perseguitati

Ma ora che Gianni Alemanno è stato liberato da quei reati più infamanti, a destra qualche ragionamento si farà sulla giustizia?

Lo scrivo perché sono questioni che non si risolvono con una pacca sulle spalle, “lo sapevo che era innocente”. No, non va bene così, perché sette anni con l’accusa di essere prima mafioso e poi corrotto e alla fine i giudici si devono arrendere all’evidenza non capita a tutti e tutti i giorni.

Quella “giustizia” contro Alemanno e non solo

Chi mi segue sa anche dell’infinità di indagini che anche io ho subito con relativi processi e assoluzioni e proscioglimenti. Decenni di soldi buttati in inchieste flop.

Ma è la destra, tutta la variegata destra italiana che si deve porre il problema – con le tristi esperienze vissute sul piano giudiziario – di come riparare moralmente all’ostracismo decretato nei confronti di chi è stato perseguitato dalla magistratura. (E nel mazzo ci metterei anche uno come Peppe Scopelliti, con quella condanna inaudita ma con altrettanta rettitudine personale).

La destra e quei referendum da firmare

Come ha specificato proprio Alemanno dopo la sentenza di assoluzione, quella che davvero fa giustizia dopo anni di massacro, qui il problema non sono le candidature, bensì quell’aria che si respirava quando si faceva politica attiva e ora non più. Rispetto per storie, generazioni, in buona sostanza per una destra che ciascuno ha contribuito a edificare. E se non tutti approdano in una casa comune, poco interesserà a chi idolatra i sondaggi, ma il pensiero e la forza di combattere sono patrimonio di chi c’è stato prima e comunque ci sarà anche dopo.

Mi attenderei, ad esempio, anche un domanda fatta in due interrogazioni sottoscritte da circa 450 tra deputati e senatori al ministro della giustizia. Per chiedere: ci fate sapere quanto è costato il baccano giudiziario attorno ai nostri uomini?

E poi tutti di corsa a sottoscrivere i referendum contro il giustizialismo che non ci appartiene e che oggi sono di Salvini e dei radicali e domani potrebbero diventare patrimonio di tutto il centrodestra. Ma per ora le firme le raccoglie solo la Lega. La giustizia è la prima rivoluzione da portare a compimento.

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