Pandemia, governo impazzito. La verità ve la racconto io

Governo pandemia

Un governo di pazzi, che si avvita su se stesso con la pandemia e che prova malamente a scaricare le colpe sue su altri. Ecco che cosa è successo a me nell’intervista sul Giornale online con il collega Giuseppe De Lorenzo.

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L’avvocatura dello Stato lo ha tirato in ballo, come si fa quando si finisce nell’angolo e si cerca di trascinare nella melma pure gli avversari. Muoia Sansone con tutti i filistei. Come rivelato ieri dal Giornale.it, infatti, durante l’udienza al Tar sulla mancata pubblicazione del piano segreto anti Covid, il legale che rappresenta il ministero della Salute ha allargato le colpe del mancato aggiornamento del piano pandemico influenzale a tutti i ministri del passato, partendo da Storace fino ad arrivare alla Lorenzin.

Un fallo di reazione poco istituzionale. Soprattutto se ci si ferma a ragionare un attimo: Storace, infatti, il piano pandemico non l’ha “aggiornato” semplicemente perché fu lui a firmarlo. Ministro della Salute dall’aprile 2005 al marzo 2006, era a viale Lungotevere Ripa 1 quando 14 anni fa il Belpaese realizzò il documento che poi altri avrebbero dovuto rendere attuale.

Bugie di governo sulla pandemia

Storace, alla fine sul famoso piano pandemico danno la colpa pure a lei?

“Quando ho letto le dichiarazioni dell’avvocatura davanti al Tar sono rimasto sorpreso. Perché avrei dovuto aggiornarlo? A febbraio 2006 ho apposto la firma al varo del documento, poi poco dopo, a marzo, mi sono dimesso per quel processo-bufala finito, sette anni dopo, con l’assoluzione. Non sarebbe stato curioso aggiornare un piano approvato solo un mese prima?”

Direi di sì: non avrebbe avuto senso. Cosa ha provato quando ha letto la ricostruzione delludienza al Tar?

“Mi sono sentito abbastanza offeso. Non si può arrivare fino a quel limite: lo Stato non può fare così. È l’ennesima conferma di che tipo di governanti ci ritroviamo: perché qualcuno glielo avrà detto all’avvocatura dello Stato di tenere questa linea, no? Non se la sarà mica inventata da solo. L’aggiornamento di un piano comunque si fa dopo tre anni almeno. Quanto successo è un segno di malafede. E sulla malafede si è fondata tutta l’azione di questo governo”.

Non hanno stile, per questo mentono

Uno sgarbo istituzionale.

“La cosa grave di questa vicenda è che il ministero, oltre a non aver fatto il suo dovere aggiornando negli anni il piano pandemico, ma non si è mai neppure preoccupato, per una questione di stile, di rendere merito a chi quel piano lo firmò. Ma questo fa capire in che mani siamo”.

In che mani siamo?

Siccome devono sfuggire alle loro responsabilità, generano confusione così che si possano condividere le colpe. Ma non è vero. Non voglio prendermi il merito di essere stato il ministro che ha firmato il Piano pandemico: perché probabilmente il merito è dei dirigenti di allora. Ad occuparsi del dossier fu il direttore Donato Greco: l’onore va riconosciuto a lui. Certo io diedi le indicazioni, ma non ho la presunzione di afferrmare di averlo scritto personalmente. In questi mesi nessuno ha mai spiegato chi fu a firmarlo, e ora mi attribuiscono pure la responsabilità di non averlo aggiornato? Questo fa capire la miseria in cui siamo precipitati”

Il piano contro la pandemia del 2006 del nostro governo

Quello dell’avvocatura mi è sembrato una sorta di fallo di reazione. Per ridurre le responsabilità dell’attuale ministro e di quelli precedenti, ha messo dentro un po’ di tutto da destra a sinistra…

“Sì, ma con questa logica si poteva tornare fino ai tempi di Mussolini. Però l’Oms è a loro che ha aiutato, non noi… L’Organizzazione ha fatto da copertura a governo”.

Parla del famoso report dell’Oms misteriosamente scomparso dal sito dell’Oms, immagino. Lì in effetti era scritto che il piano nel 2016 è stato solo “riconfermato” ma non “aggiornato”.

“È questo il limite di Speranza: deve chiarire perché si è fatto coprire dell’Oms. Poi potrà anche dire di essere arrivato al ministero solo da tre mesi quando è esplosa la pandemia. Vero. Ma allora sarà colpa della Grillo? O della Lorenzin? Qualcuno le deve spiegare queste cose, altrimenti non si capisce nulla. Siccome sono morti 65mila cristiani, credo sia d’obbligo il dovere dell’etica e della responsabilità”.

Perché l’Oms avrebbe coperto il ministro Speranza?

Questo è un governo che nasce col timbro della protezione internazionale. La genesi dell’esecutivo di Conte è quella: serviva ad evitare governi sgraditi o ciò che si poteva profilare all’orizzonte con il centrodestra. La sanità non è l’ultimo dei servizi da rendere al cittadino ed è un importante potere”.

Lei era ministro ai tempi di un’altra pandemia, quella aviaria. Come la affrontò?

“In quei giorni emerse la necessità di garantire le carni italiane perché volevano distruggere tutto. La famosa campagna sui polli buoni, ricorda? Al vertice dei ministri della Salute europei a Bruxelles misi il veto alla decisione comune perché non si voleva introdurre l’etichettatura obbligatoria delle carni, a beneficio dei prodotti italiani super controllati. I paesi del Nord non volevano le etichette, perché non hanno controlli sanitari come i nostri, così io mi impuntai finché non aggiunsero al documento finale anche quest’obbligo. Cosa intendo dire: se vai lì a testa alta, alla fine ottieni ciò che vuoi. Questi invece stanno sempre a testa bassa”.

L’udienza al Tar di ieri non riguardava però il piano pandemico influenzale, ma il misterioso “piano segreto” citato da Andrea Urbani in un’intervista di aprile. Come mai ancora oggi il ministero insiste nel ribadire che non esiste alcun atto?

“Il fatto che secretano tutto è indicibile, una vergogna vera: non si può sapere nulla quel che fanno. Sembra di essere al Pentagono: il luogo depositario dei segreti di Stato. Ma qui stiamo parlando della salute dei cittadini, non ci possono essere misteri. Lo stesso discorso vale per i verbali del Cts: ad ogni dpcmConte si è rifugiato dietro quei documenti, poi però abbiamo scoperto che sui ristoratori gli esperti dicevano esattamente il contrario di quello che ha fatto il governo. Vuol dire che siamo di fronte ad una manica di imbroglioni”.

Si metta nei panni del governo. Cosa avrebbe fatto al loro posto?

“Sicuramente avrei evitato di esaltare il modello italiano. E non ci avrei neppure scritto un libro”.

Parla di quello del ministro Speranza, subito ritirato dalle librerie non appena è scoppiata la seconda ondata?

“Lui si è arrabbiato perché io sono stato uno dei primi a trovare il libro, a farne la recensione e a criticarlo. Queste cose vanno avanti solo per vanagloria personale. Mi dispiace perché Speranza aveva iniziato bene”.

In che senso?

“Nei primissimi giorni di febbraio mi arrivò una telefonata da Speranza: ‘Guarda ti volevo dire, come ex ministro, che sta succedendo questa cosa…’. La chiamata mi fece piacere, perché sembrava volesse coinvolgerci. In realtà voleva solo associarci alle sue responsabilità. Come si dice: socializzare le perdite e privatizzare i profitti”.

Dopo quanto successo al Tar, ora cosa intende fare?

“Se trovo il tempo, un libro su Speranza, Grillo e Lorenzin lo scrivo io”.

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