I ricatti di governo sui ristori. Ma sono morti e le categorie lottano

Ricatti ristori

I grandi ricatti li fanno sui ristori. Col governo in crisi niente decreti, niente soldi e magari niente vaccini. I funerali già ce li hanno tolti.

Ma che vergogna questo governo che finalmente tira le cuoia. Hanno fatto tutto da soli, se le sono cantate e suonate, hanno litigato, provocato la crisi, ora tornano da Mattarella, chissà se rimetteranno i cocci a posto, e hanno la faccia tosta di parlare. Eloquente Alessia Morani, la solita, ieri da Myrta Merlino.

I ricatti sui ristori per chi lavora

Come se cinque decreti sui ristori li avesse varati l’opposizione. Non sono stati capaci di stare insieme e ora con chi se la prendono? Hanno illuso gli italiani e le proteste se le beccano tutte da ogni piazza italiana.

Perché questi signori non sono più credibili agli occhi del nostro popolo. E la manifestazione di ieri dei ristoratori a Roma ne è stata l’ennesima testimonianza. Non c’è più bisogno dei partiti, ormai le categorie fanno da sole e pur in giornata bruttissime dal punto di vista del tempo, portano gente in piazza per dire basta.

Scelte politiche allucinanti

I ristoratori – certo non solo loro – sono stati le vittime clamorose di scelte politiche allucinanti. Loro e altri settori sono prima stati costretti a sborsare fiumi di quattrini per mettere i loro locali in condizioni di sicurezza per lavoratori e avventori. Poi sono stati costretti ad orari infami, come la chiusura serale e adesso la maggior parte è costretta a lavorare con l’asporto. Anzi, il delivery.

Di più. I ristori tanto strombazzati sono arrivati in minima parte e ministri viceministri e sottoministri hanno la faccia tosta di andare in televisione con i loro ricatti sulla crisi  a sproloquiare del loro bel modello di governo.

Ma non fatevi vedere proprio. Ancora penso a quello che disse quel genio di Laura Castelli in tv al direttore del Tempo, Franco Bechis: “Se non riescono ad andare avanti, cambino mestiere”. Una specie di profezia che si sta avverando. Ma fra poco sarà più di un politico a dover cambiare mestiere per manifesta incapacità.

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