Gratta e vinci, dove si riscuote a Roma e come si controlla un biglietto vincente

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L’Ufficio premi di Lotterie Nazionali sta in viale del Campo Boario 56/D, zona Testaccio. È lì che finiscono i biglietti con le vincite più alte d’Italia, e per chi abita a Roma è a portata di autobus quello che per il resto del Paese significa un viaggio.

La procedura non è uguale per tutti gli importi. Una determinazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli firmata il 15 gennaio 2026 dal direttore centrale Giochi Mario Lollobrigida ha ridefinito modalità e soglie per la riscossione delle lotterie a estrazione istantanea, quelle che tutti chiamano gratta e vinci.

Le tre soglie fissate dai Monopoli

Fino a 500 euro il biglietto si porta in qualsiasi punto vendita della rete del concessionario e il pagamento può avvenire in contanti. È il caso più frequente, quello che si chiude al bancone del tabaccaio in pochi minuti.

Da 501 a 10.000 euro la riscossione resta in ricevitoria, ma con prenotazione e identificazione del vincitore. Il punto vendita ritira il biglietto, lo valida sul sistema del concessionario e rilascia una ricevuta. Il pagamento avviene con assegno circolare oppure con bonifico bancario o postale, secondo la scelta di chi ha vinto.

Oltre i 10.000 euro si passa dall’Ufficio premi di viale del Campo Boario o da un soggetto designato dal concessionario, oggi individuato in Intesa Sanpaolo. Servono il biglietto, un documento valido e il codice fiscale. Sugli importi più alti vigila una commissione istituita dall’Agenzia, composta da un dirigente e da due dipendenti dei Monopoli, che controlla la correttezza delle operazioni di validazione.

La determinazione prevede anche una finestra tecnica: fra i 90 e i 180 giorni dalla pubblicazione il concessionario e i rivenditori a distanza devono adeguare sistemi e procedure, e nel frattempo continua ad applicarsi la soglia già in vigore dei 10.000 euro. Il quadro completo delle lotterie nazionali è pubblicato sul portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il biglietto vale finché la lotteria è aperta

Il punto che sfugge più spesso riguarda i tempi. Un biglietto vincente non resta valido all’infinito: la richiesta di pagamento va presentata entro 45 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’avviso di cessazione di quella lotteria. Ogni serie ha una sua data di chiusura, quindi un tagliando dimenticato in un cassetto per mesi può risultare scaduto anche se il premio non è mai stato ritirato.

In tutti i casi la riscossione avviene solo dopo la validazione elettronica. Il sistema del concessionario verifica il codice del biglietto, e senza quel passaggio nessun esercente può pagare, nemmeno per cifre piccole.

Le truffe che girano attorno ai tagliandi

La validazione serve anche a questo. I raggiri più comuni partono dal biglietto manomesso o dal tagliando che qualcuno chiede di controllare “al posto vostro” al bancone, per poi restituirne un altro. La regola pratica è semplice: il biglietto non si consegna a sconosciuti e la verifica si fa davanti all’esercente.

Il gioco truccato in strada resta un capitolo a parte. A Roma la truffa delle tre campanelle è una presenza fissa nelle zone turistiche, e la cronaca cittadina ha raccontato il pestaggio di chi aveva provato a mettere in guardia un turista davanti a uno di quei banchetti improvvisati.

Sul fronte opposto ci sono le vincite regolari, quelle che passano dal circuito legale e finiscono sui giornali. Una ricostruzione delle vincite più alte registrate in Italia alle macchinette dà la misura degli importi in gioco e dei controlli che scattano quando la cifra supera certe soglie.

Per chi si trova in mano un tagliando vincente, il percorso è quello descritto dai Monopoli: validazione, identificazione sopra i 500 euro, ufficio premi sopra i 10.000. Con il codice fiscale in tasca.