Gualtieri riattiva a Roma ovest la mega lottizzazione dell’era Alemanno: i cittadini hanno 45 giorni per dire la loro


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Il Campidoglio rimette in moto il ‘dossier Pescaccio‘, una delle grandi lottizzazioni urbanistiche rimaste ferme per anni e al contempo apre ad una verifica pubblica, con 45 giorni di tempo entro i quali i cittadini, comitati e soggetti interessati possono leggere le carte e presentare osservazioni al Campidoglio. Per leggere il progetto clicca qui.

Un progetto vecchio che torna con una veste nuova

La lottizzazione Pescaccio non nasce oggi. Le radici del piano edile risalgono agli indirizzi urbanistici del 2006 dell’ex sindaco Valter Veltroni. Il passaggio che lo ha reso un fatto politico compiuto è arrivato però il 6 febbraio 2013, quando l’Assemblea Capitolina ha ratificato l’accordo durante la stagione di governo dell’allora prima cittadino Gianni Alemanno. Poi il progetto si è impantanato. Nel luglio 2025 il Campidoglio – guidato in materia urbanistica dal sindaco Gualtieri e dall’assessore Veloccia – ha dichiarato ancora attuale l’interesse pubblico dell’operazione e ha chiesto agli uffici di capire se quel vecchio impianto andasse aggiornato alla Roma di oggi.

Che cosa vuole diventare Pescaccio

L’area su cui sorgerebbe la lottizzazione è enorme, circa 565 mila metri quadrati. Il vecchio impianto edile del progetto più centrato sul commerciale verrebbe ridotto. Al suo posto avanzerebbero soprattutto logistica e data center, con una quota residua di funzioni commerciali e turistico-ricettive. Tradotto: meno centro commerciale tradizionale e più piattaforma per merci, dati e servizi.

Che cosa controlla davvero il Comune

La verifica aperta dal Comune di Roma serve a capire se questa nuova Pescaccio può stare in piedi senza scaricare troppo il costo sul territorio. Il punto non è solo urbanistico. È ambientale e quindi anche sociale. In questa fase si guarda agli effetti sul quadrante, al peso del traffico, all’equilibrio tra costruito e spazi aperti, all’impatto delle nuove funzioni e alla tenuta complessiva dell’area.

Perché i cittadini hanno 45 giorni

I 45 giorni hanno un significato molto chiaro. Sono il tempo in cui la città può ancora entrare nel procedimento. Non a cose fatte. Non a cantiere aperto. Ma prima. Chi ha interesse può inviare osservazioni, obiezioni, integrazioni e rilievi.

Roma sempre meno verde e sostenibile?

In una Roma che a parole dovrebbe diventare più verde, più sostenibile e più attenta alla qualità urbana, il lessico della trasformazione continua invece a ruotare attorno a nuovo cemento, nuove volumetrie e nuovo consumo di suolo, molto più che al recupero vero dell’esistente. È una contraddizione ormai evidente. Da una parte si invoca la rigenerazione, dall’altra si ripropongono modelli che sembrano ancora piegati soprattutto alla rendita e agli interessi privati.

Non è un caso che proprio in queste ore i cittadini stiano contestando la cosiddetta rigenerazione degli Ex Mercati Generali, giudicata troppo sbilanciata sulle convenienze degli operatori e troppo distante dalle aspettative pubbliche di verde, servizi, accessibilità e spazi davvero utili alla città. Ed è su questo scarto, sempre più visibile, che si misura oggi la credibilità politica del Campidoglio.