Hanno tentato di introdurre il ddl Zan nelle scuole, rivolta dei genitori: “Non provateci”

Pro Vita scuola

Ritirato il discusso e fazioso provvedimento sulla varianza di genere mandato alle scuole. L’ufficio scolastico Regionale del Lazio, con una circolare, firmata dal direttore generale Rocco Pinneri e inviata alle istituzioni scolastiche statali e paritarie del Lazio, ai Cpia del Lazio e , per conoscenza agli Uffici scolastici provinciali del Lazio ha ritirato la nota dello scorso 14 maggio. Con la quale venivano inviate alle scuole imprecisate ‘strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere’. “Dal comunicato stampa diffuso dall’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini – spiega l’Usr del Lazio – si apprende che l’istituto Metafora ‘ha utilizzato, senza alcuna autorizzazione, il logo dell’Azienda abusando di un rapporto di convenzione in corso’ nella sua collaborazione con questo Ufficio scolastico.

Per fortuna il documento non approderà nelle scuole

In particolare, spiega l’Usr del Lazio, nella produzione del documento sulla promozione del benessere dei bambini e adolescenti con varianza di genere”. “Il documento – ricorda ancora l’Usr del Lazio – era stato diffuso alle scuole quale materiale di preparazione per un corso di formazione per i docenti della durata di 4 ore da tenersi a settembre. Il corso avrebbe dovuto dare ai docenti interessati indicazioni di massima su come gestire eventuali richieste degli studenti di confrontarsi sul tema della varianza di genere. La fiducia nel pedigree del documento non può che essere incrinata dal fatto di aver appreso che l’estensore avrebbe una affiliazione scientifica diversa da quella che era stata rappresentata a questo Ufficio. Per questo motivo – conclude la nota inviata alle scuole – il documento è ritirato e il corso di formazione è sospeso”.

La Regione Lazio si dissocia dall’iniziativa e si dice stupita

La stessa giunta regionale fa retromarcia. “Non esiste alcuna linea guida regionale sulla varianza di genere. L’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini, in accordo con l’Assessorato alla Sanità e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, ha infatti diffidato l’Istituto Metafora (Saifip) per avere inviato all’Ufficio Scolastico Regionale, senza alcuna autorizzazione e con il logo dell’Azienda Ospedaliera, il documento diffuso nel corso di un webinar. Peraltro un’azienda ospedaliera non può emanare nessuna linea guida, questo genere di documento è sempre di carattere nazionale o regionale. Rimango sorpreso di come sia stata possibile la successiva diffusione alle scuole da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, senza un preventivo accertamento della fonte e dei contenuti”. Lo comunica l’assessore Alessio D’Amato.

E’ polemica: “Cavallo di Troia del ddl Zan nelle scuole”

Ma le polemiche fioccano, perché è evidente che si è voluto forzare la mano per interessi politici. Le linee guida per l’adeguamento tra identità psichica e identità fisica dell’Azienda ospedaliera San Camillo Forlanini, e l’associazione Genderlens e Agedo (genitori di bambini e adolescenti con varianza di genere) diramate dall’Ufficio scolastico del Lazio, “sono un autogol. Svelano il vero volto del ddl Zan. Che nella scuola individua il primo campo da invadere e nei bambini e adolescenti le vittime”. Lo dice Roberto de Mattei, storico e presidente della Fondazione Lepanto. “Mi ricordano da una parte il peggio dell’anarco-liberalismo, per la negazione dell’esistenza di una legge naturale e dall’altra del comunismo, in cui lo Stato espropria i genitori e le famiglie dal diritto naturale che hanno ad educare e formare i propri figli”.

Vogliono espropriare le famiglie del diritto a formare i figli

“L’aspetto anarchico sta nella negazione dell’esistenza di una legge naturale sia sotto l’aspetto biologico che razionale e morale. Per cui quello che un tempo si considerava devianza diventa modello sociale. E ciò che era il modello sociale, cioè la famiglia, ora è anormalità. Quindi – rileva lo storico – da una parte una visione anarchica marxista e sessantottina, dall’altra comunista e totalitaria che da dittatura repressiva, impone a creature fragili una visione del mondo che capovolge i principi dell’ordine naturale cristiano. E impone in modo astratto attraverso linee guida una visione del mondo che contrasta con la larga parte delle famiglie italiane e a creature fragili una prospettiva che capovolge i principi dell’ordine naturale cristiano.

Folle che non si controllino atti e direttive inviati alle scuole

Queste linee guida sono la conferma di quello che Giovanni Paolo II e Benedetto XVI definvano la dittatura del relativismo”. Altre associazioni insorgono. “Trovo folle che non si controllino atti e direttive inviati alle scuole. Tanto più che un documento fortemente ideologico come le linee guida gender dove fin dall’inizio si parla di superamento del binarismo sessuale maschile-femminile”. “Scavalcata la podestà educativa dei genitori”. “Che si sia tentato di far entrare il ddl Zan dalla finestra”. A commentare il ritiro delle linee guida da parte dell’Usr Lazio è Maria Rachele Ruiu. Che è la referente Fonacs per Generazione famiglia, il braccio nella scuola di Pro Vita. “Si parla in modo ideologico di disforia di genere, di ragazzi fragili che invece andrebbero accolti con sapienza. Io penso che questo sarà ciò che entrerà nelle scuole con il ddl Zan”.

 

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