I barbari a Roma, che non è La Mecca. Ciao Virginia

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Ma dove vive Virginia? La Raggi ha trasferito la residenza sulla Luna, se ogni giorno ci racconta di strade nuove per qualche pitturata di strisce. Se ogni ora ci affligge con i suoi video del paese della meraviglia. Oppure se si vanta delle multe ai cittadini romani, in realtà poche il che vuol dire inefficienza o che i controlli non servono.

Ma a Roma la realtà è ben diversa. Siamo in una città dove il cosiddetto assembramento è la regola. Con una differenza sostanziale: è severamente proibito se riguarda i residenti o comunque gli italiani. È assolutamente incoraggiato se riguarda religioni che i sondaggi sti metterebbero sotto la voce “altri”. E che sono culti che in realtà puntano ad essere egemoni, maggioritari.

Rispetto per la libertà di culto, ma da ogni parte della città sono arrivate immagini del Ramadan alla sua conclusione. Sembrava La Mecca in ogni luogo. Se ieri avesse voluto incassare denari, donna Virginia avrebbe potuto inviare le sue guardie non sulle strade a fare posti di blocco.

Piazza dei Mirti, ad esempio, dove c’erano centinaia e centinaia di musulmani radunati e praticamente attaccati l’uno all’altro.

Altro luogo da sanzione sicura, la stazione Tiburtina – non citiamo Termini per carità di patria – dove i clandestini che tanto adora la fanno da padroni. E scatenano violenze immonde persino contro i giornalisti se osano filmare quelli che il governo al tempo del coronavirus e dei grillini ci ha insegnato a chiamare con riprovazione assembramenti. Lì i controlli non esistono.

Non pretendiamo che la Raggi legga Twitter, ma almeno i commenti ai suoi sì, fateglieli notare in quell’altro assembramento che paghiamo noi, i tanti addetti alla sua comunicazione che paghiamo noi.

Chissà a quale falange sovversiva apparterrà questo Alessandro che ora ricordare i suoi doveri a madame Virginia.

Però un pericoloso parlamentare lo vogliamo segnalare alla sindaca. Fa il vicepresidente della Camera, si chiama Fabio Rampelli. Ebbene, conosce la città meglio di Virginia Raggi e ieri è andato a colpo sicuro. Senza bisogno di polizia locale si è recato a piazza Re Di Roma. E ha scattato fotografie. No, quelle di Rampelli non sono quelle immagini di strisce pedonali o  piste ciclabili che tanto amano in Campidoglio. Ma quelle molto più crude di donne musulmane rinchiuse in un recinto a Roma (vedi foto). 

Alle 9,30 del mattino i loro uomini pregavano abbastanza attaccati tra di loro, ma almeno con la mascherina. E quelle donne all’interno di un luogo dal quale non potessero uscire. Nemmeno per pregare la loro religione. La rete era oscurata. A Roma. Nel 2020. I barbari nella Capitale d’Italia.

Nel frattempo, la Raggi si vanta di quindicimila controlli e 60 multe… sa quante ne avrebbe racimolate se avesse inviato la Polizia locale a piazza Re di Roma? Ma no, è molto più comodo prendersela con le famiglie romane. I musulmani si sa, se sbottano diventano pericolosi.

A proposito, Virginia: Rampelli ci è andato senza scorta, che non ha. Ma ha il coraggio che in Campidoglio avete perduto da tempo.

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