I medici: basta, non saremo il capro espiatorio della malagestione di Zingaretti

“Pronto soccorso affollati, territorio inesistente, ambulatori con interminabili liste di attesa, specialisti avviliti perché sotto-utilizzati o addirittura dirottati in mansioni diverse dalle loro competenze per fronteggiare la pandemia”. Il servizio sanitario del Lazio è “al collasso”. E “non è solo un problema di retribuzioni, che pure sono inadeguate, ma soprattutto alle condizioni di lavoro, di vita personale attualmente inconciliabile e di crescita professionale”. Questa la fotografia scattata dal braccio regionale dell’Anaao Assomed, il sindacato dei medici del Servizio sanitario nazionale. Che proclama “lo stato di agitazione dei medici e dirigenti sanitari. Ora basta, la misura è colma” e “vogliamo rispetto”, chiede la sigla. “Non accettiamo più di essere il capro espiatorio di una consolidata mala-gestione”.
Dalla Regione Lazio rimedi peggiore del male
“E’ ora che i cittadini conoscano la verità e siano consapevoli del futuro che li aspetta”, scrive l’Anaao in una nota. “Ci hanno fatto credere di tutto: il debito e l’Europa, troppi medici e pochi infermieri, e adesso il Covid. Altro che lo sbandierato risanamento”. Per il sindacato, “dal 2011 in poi la deriva finanziaria ci ha fatto imboccare una strada che è prossima al non ritorno. I tagli ripetuti culminati con il Dm 70 hanno causato ferite talmente profonde da risultare quasi insanabili”. E “il Dm 77, finanziato in larga parte dal Pnrr, non prevede risorse per il personale medico. Nessuno ha mai negato la necessità di dover risanare un debito che rischiava di far collassare l’ente regionale, ma le scelte attuate, senza nessun confronto e senza nessuna condivisione – precisa l’Anaao – hanno portato a ‘rimedi’ che si sono rivelati più dannosi del ‘male'”.

C’è voluto il Covid per smascherare una politica che ha di fatto consegnato la sanità ai privati
“C’è voluto il Covid – incalza la sigla – per smascherare una politica che ha di fatto consegnato la sanità ai privati, definiti maggiormente efficienti. E che ha privato gli ospedali delle assunzioni vitali per la loro sopravvivenza e per quella dei cittadini. I quali, ancora fiduciosi, si sono affidati e continuano ad affidarsi, ma ricevono risposte sempre più tardive e superficiali”. “Il Ssr si fa con la qualità dei medici e dirigenti sanitari, la cultura e il know how degli ospedali dipendono dai professionisti”. prosegue l’Anaao Assomed Lazio. “Mentalità apparentemente ottuse e burocratiche favoriscono il ricorso a risorse esternalizzate, creano tensioni e sfiducia negli operatori”. Ma “surrogare la professione, sostituendola con altre figure che costano meno o peggio con contratti a tempo determinato, non cura” né i bilanci né le persone.