I medici: preoccupa la memoria corta degli italiani, la mascherina va portata sempre in tasca

mascherine e tamponi

Preso di posizione dei medici di medicina generale sul “rilassamento” rispetto al Covid. “La scarsa memoria degli italiani per quello che abbiamo passato in pandemia ci preoccupa come medici. Nonostante l’azione di educazione sanitaria sulle misure anticontagio, fatta anche da noi, sembra si abbia fretta di archiviare, insieme al virus, anche le precauzioni e il senso di responsabilità. Che, invece, dovrebbero indurci a portare la mascherina sempre in tasca. E a non dimenticare mai di indossarla in caso di sintomi”. A dirlo all’Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). “In questo momento, nei nostri studi, continuiamo a vedere infezioni respiratorie, ma il tasso di positività che riscontriamo è sicuramente più basso di quelli che abbiamo visto in passato”.

I medici: non cresce la responsabilità sociale

Scotti, sottolinea inoltre che “Sars-Cov-2 però non è sparito. Siamo solo arrivati a quello che avevamo previsto da tempo, ovvero un adattamento del virus. Fa però impressione – continua – che una condizione che ha talmente impattato sulle nostre vite in questi anni non trovi corrispondenza in una crescita del livello di responsabilità sociale, nella capacità di introiettare forme di tutela attraverso banali norme igieniche. Ossia lavarsi le mani, usare le mascherine al chiuso e soprattutto in presenza dei sintomi”.

Se i modelli virtuosi fossero acquisiti, oggi non avremmo l’influenza così forte

Oggi, infatti, “torna a essere importante l’ndicazione, superata in tempi di elevata circolazione virale, che la mascherina deve metterla soprattutto chi è ammalato, per evitare la diffusione. Se questi modelli di comportamento fossero stati acquisiti, se fossero divenuti una regola di responsabilità sociale, non avremmo avuto l’influenza intensa come quest’anno. La lezione e l’eredità della pandemia avrebbero dovuto stare proprio nel senso civico che porta a proteggere se stessi e gli altri dal contagio”, conclude.

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