I taxi: “Siamo uno dei settori più colpiti, il governo vari misure urgenti o sarà protesta

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I sindacati e i rappresentanti del settore dei Taxi chiedono al Governo urgenti misure di sostegno per la categoria per far fronte all’emergenza covid. Il settore è “orma allo stremo e non è più in grado di poter continuare la propria attività”. In mancanza di provvedimenti in favore della categoria i sindacati si riservano di “mettere in atto tutte le forme di protesta previste dall’ordinamento”. E’ quanto scrivono Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Claai, Tam, Satam, Unimpresa, Atitaxi, Usb Taxi, Orsa Taxi, Fast Confsal Tpnl, Confail, Ass. tutela legale taxi. In una lettera inviata tra gli altri al presidente del Consiglio, Mario Draghi, al ministro dell’Economia Daniele Franco, al ministro del Lavoro, Andrea Orlando, al ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Lettera delle associazioni taxi alle istituzioni

Le organizzazioni sindacali del comparto taxi, si legge nella lettera, “a fronte della gravissima emergenza provocata dalla infezione del Coronavirus richiedono urgentemente i seguenti provvedimenti. La previsione della cassa integrazione in deroga per i soggetti di cui all’art 7 della Legge 21 del 15 gennaio 1992. Lo sgravio totale dei contributi Inps dell’anno 2021 previsti per i soggetti artigiani istituiti all’art. 7 della legge 21 del 15 gennaio 1992 e s.m. Per i titolari di licenza taxi che esercitano in forma di impresa artigiana di trasporto pubblico non di linea di persone, prevedendo una dotazione sufficiente a coprire la quarta rata dell’anno 2021 in scadenza il prossimo mese di febbraio”.

Le richieste del settore taxi

Ma non solo. Le organizzazioni chiedono anche “per le cooperative di produzione e lavoro. Intendendo come tali quelle a proprietà collettiva previste da art. 7 della legge 21/92, che hanno le licenze taxi conferite. Poi lo sgravio totale dei contributi previdenziali Inps e Inail previsti per i propri lavoratori dipendenti, i cui oneri sono assunti dallo Stato, per almeno tre mesi. La sospensione senza la previsione di alcuna mora, per tutto l’anno 2022, per i soggetti previsti dall’art. 7 della legge 21 del 15 gennaio 1992. Siano esse imprese artigiane o cooperative di lavoro. Ogni rata di mutuo o di finanziamento relativo agli acquisti inerenti i veicoli. L’erogazione di un contributo a fondo perduto per le imprese artigiane calcolato in funzione della differenza di fatturato o corrispettivi fra il 2019 e il 2022 per i mesi di gennaio, febbraio e marzo”.

Il settore chiede provvedimenti immediati

Inoltre le organizzazioni chiedono la “riattivazione dei fondi previsti per poter accedere i finanziamenti a interessi agevolati garantiti dallo Stato per le aziende colpite dalla crisi. L’immediato intervento nel cosiddetto Decreto Milleproroghe al fine di prorogare al 31.12.2022 e comunque fino ad esaurimento delle risorse stanziate, convertito con Legge 126/2020 che ha istituito un fondo con una dotazione di 35 milioni di euro destinato alla concessione, fino all’esaurimento delle risorse, di buoni viaggio in favore delle persone disabili o in condizioni bisogno. La previsione nel prossimo decreto “Turismo” di analogo ristoro previsto nel D.L. “Agosto” (ex art. 59) per le attività maggiormente colpite dalla crisi economica comprendendo tra queste la categoria Taxi”.

I taxi pronti a ogni forma di protesta

Infine le organizzazioni di categoria chiedono la “riapertura dei termini per poter accedere al Fondo Perequativo istituito con l’art. 1 del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73 al fine di sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica. Che riconosce un contributo a fondo perduto perequativo a favore dei soggetti che svolgono attività d’impresa con lo spostamento dei termini di a presentazione della dichiarazione dei redditi 2020 al 30 novembre 2021”. In mancanza di tali provvedimenti in favore del settore taxi, concludono i sindacati, “settore che a pieno titolo può essere annoverato tra quelli più penalizzati al pari delle aziende operanti nel turismo e nella ristorazione, ci riserviamo di mettere in atto tutte le forme di protesta previste dall’ordinamento”.

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