Il caso-Ruberti svela il vero volto del Pd laziale: violento e pericoloso (video)

albino ruberti

Il caso-Ruberti scuote la politica. “‘Vi sparo, vi ammazzo. Vi dovete inginocchiare’, cosa nasconde la reazione violenta di Albino Ruberti, capo di gabinetto del Sindaco Gualtieri? Non certo una lite calcistica su Roma e Lazio. Questa sinistra violenta e litigiosa fa pensare a una organizzazione di potere non trasparente. Un Pd che litiga con tutti, fa e disfa alleanze e mette in circolazione odio e fake news sugli avversari di centrodestra. Ma con il caso Ruberti si è superato il limite. La pezza messa dal Pd con una semplice richiesta di dimissioni non è sufficiente. Occorre agire immediatamente contro i violenti. Lo ripeto, sono minacce in piena regola e le dimissioni sono un atto dovuto. Gualtieri, Letta e tutto il Partito Democratico intervengano per farci sapere cosa c’è sotto”. Così Simonetta Matone della Lega.

Caso-Ruberti, “Questo Pd fa paura”

“Questo Pd fa paura. È il capofila di una sinistra violenta e litigiosa, fa e disfa alleanze in poche ore. Sulle liste ha dato vita a uno spettacolo indecente, roba da compravendita al suk. Ora spuntano pure risse e minacce in mezzo alla strada, come denuncia il Foglio sul ‘caso Ruberti’”. Lo afferma la deputata laziale della Lega Barbara Saltamartini. E secondo Laura Corrotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, “il caso Ruberti svela il vero volto del Pd laziale, perso tra faide locali per la gestione del potere e personaggi a dir poco discutibili buoni per tutte le stagioni”.

Ruberti è figlio del rettore della Sapienza

Ruberti è personaggio già balzato agli “onori delle cronache” per qualche caso piuttosto imbarazzante. Figlio dell’ex ministro dell’Istruzione, già rettore de La Sapienza, Antonio Ruberti, Albino da tempo è ai vertici degli enti locali a Roma in quota centrosinistra. “Per anni ha guidato Zetema, la partecipata del Campidoglio che si occupa di promozione culturale – dice Libero che ne ricostruisce il curriculum- . Poi è passato a svolgere il ruolo di capo di Gabinetto della Regione Lazio con Zingaretti. Quindi lo scorso ottobre ha rilevato lo stesso incarico con Gualtieri in Campidoglio”.

Sprezzo delle regole dall’esponente Pd

Ce lo ricordiamo a inizio maggio 2020, a ridosso del lockdown, quando era capo di Gabinetto della Regione Lazio, e già allora si dimostrava allergico alle regole. “Il dirigente era stato sanzionato assieme ad altri per un pranzo in una abitazione in zona Pigneto che contravveniva le regole in vigore in quel momento per il contrasto alla pandemia”. Allora si giustificò parlando di “leggerezza di cui mi assumo le responsabilità”. Mentre a inizio febbraio di quest’anno un episodio spiacevole ha coinvolto i suoi figli, due ragazzi di 19 e 17 anni. “Dopo esser stati fermati e multati dai Carabinieri nel corso di dei controlli in zona Parioli avrebbero replicato in malo modo. Ossia facendo presente la posizione ricoperta dal padre”.

Renzi: una vicenda oscena

“Il Pd ha fatto bene a chiedere le dimissioni del capo di gabinetto” del sindaco di Roma, Albino Ruberti, “e ha fatto bene a far dimettere il candidato” Francesco De Angelis. “Quindi non strumentalizzo questa vicenda, la trovo una vicenda oscena e penso che sia fondamentale spiegare che la politica non è un gioco di scambi”. Lo ha affermato Matteo Renzi, ospite de ‘L’Aria che tira’ su La7. “Purtroppo -ha aggiunto- in alcune zone del Lazio, non mi riferisco a Roma, ci sono alcune province in cui questo metodo di lavoro è molto diffuso. Trovo giusto che si siano ritirati i protagonisti, mi piacerebbe che tutta la classe politica, in questo caso a cominciare dal Pd, facesse una riflessione, perchè troppe cose non funzionano”.

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