Il cinema post covid riparte da Roma. Ciak, buona la prima

Le produzioni del cinema a Roma hanno ripreso le loro attività post lockdown con le nuove regole anti coronavirus. Come in tutta Italia la fase due del Cinema e della tv è partita il 4 Maggio scorso. E le regole sono state  sancite da un protocollo specifico per riaprire i set. Per firmare il quale il Ministero del Lavoro ci ha messo ben due mesi. Differente dunque il destino della produzione filmica da quello delle sale cinematografiche. Che sono aperte da giugno ma stanno  incassando circa il 30% del loro fatturato. Non solo perché la fase 2 ha previsto il distanziamento sociale. Ma sopratutto perché durante il lockdown le sale sono state sostituite dalle piattaforme tv come Sky premier. Che hanno trasmesso anche i film che sarebbero dovuti uscire nei cinema in tutto il mondo. Abbattendo i costi della distribuzione e creando un nuovo sistema di vendita (profit Sharing) che probabilmente ha iniziato una nuova era. E forse decretato l’obsolescenza della sala come l’abbiamo concepita sono ad oggi.

La prima produzione del cinema post covid a Roma è il Leonardo per la tv. E il cast è super 

La fase due del cinema ha permesso a produzioni già avviate pre-Covid di poter riprendere il lavoro. Così la serie tv sulla vita di Leonardo Da Vinci ha appena finito le riprese a Villa d’Este. Che per l’occasione è stata trasformata nella residenza Sforza a Milano.
Il progetto è stato sviluppato e coprodotto  da Rai e Lux Vide in associazione con France Televisiòn e la tedesca RTVE. Nel cast nomi d’eccezione come Aidan Turner, già protagonista della serie tv Poldark e Lo Hobbit. Oltre a Giancarlo Giannini, la giovane Matilda De Angelis (il Premio, Veloce come il Vento) e Freddie Hymore (La fabbrica di Cioccolato). L’attore che interpreta un immaginario detective che indaga sulla vita di Leonardo. Le produzioni che erano state bloccate dal Covid in lockdown hanno potuto riaprire i set perché erano già coperte dalle assicurazioni. Più complicato invece parlare di nuove produzioni per le quali le assicurazioni hanno oggi previsto una clausola che non copre le indennità di quarantena. Quindi l’automatica interruzione del set per casi di coronavirus.

Protocollo anti covid anche per i lavoratori dello spettacolo 

Le produzioni che dovevano iniziare d’estate possono aver subito ulteriori ritardi anche per problematiche non direttamente inerenti il Covid-19. Come spiega a 7Colli Pierpaolo Verga, produttore titolare di O’Groove. Casa di produzione fondata insieme al regista Edoardo De Angelis. I due film che hanno in cantiere infatti apriranno i set a partire dall’autunno per ragioni che riguardano il cast. Ma non collegate direttamente al coronavirus. Perciò in questi casi i lavori non hanno subito grossi danni dal lockdown ed è tutto sotto controllo. Esiste comunque il Protocollo Cinema-Codiv che è un sistema di soluzioni pensato dai lavoratori del cinema per favorire la ripresa delle produzioni. È stato sottoscritto dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. Come si legge sul sito dell’ ANICA è stato firmato il 7 Luglio 2020. Tra i firmatari Anica stessa, ANPA, APE, CNA e Confartigianato cineaudiovisivo, insieme ai sindacati di settore.  Sul sito ufficiale dove è pubblicato il nuovo protocollo anti covid per il settore cinematografico  si legge anche «Più tempo staranno fermi i set più problemi avremo con i palinsesti. Ricordiamo a noi stessi che senza i lavoratori dello spettacolo non esisterebbe tutto l’intrattenimento che oggi ci ha alleviato la quarantena».

 

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