Il Covid non è sconfitto: riaumentano contagi e morti. La positività schizza al cielo

covid ambulanza

Sono 85.288 i nuovi casi di coronavirus e 180 i morti in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute sulla situazione del contagio. E sono 587.015 i tamponi, tra molecolari e antigenici, processati in 24 ore che fanno rilevare un tasso di positività pari al 14,5%, secondo i dati del ministero della Salute sulla situazione del contagio. Calano le terapie intensive (-16) e salgono i ricoveri (+5), secondo i dati del ministero della Salute sulla situazione del contagio. Sono 502 in totale i pazienti in terapia intensiva e 8.473 i ricoverati con sintomi.

Nel Lazio aumentano contagi, morti e ricoveri

Oggi nel Lazio “su 12.799 tamponi molecolari e 55.571 tamponi antigenici per un totale di 68.370 tamponi, si registrano 10.562 nuovi casi positivi (+6.823), sono 14 i decessi (+5), 1.054 i ricoverati (+18), 74 le terapie intensive (-3) e +6.782 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 15,4%. I casi a Roma città sono a quota 4.705”. Lo sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, nel bollettino Covid quotidiano, che ricorda come “l’accelerazione dei casi è dovuta in prevalenza a positivi asintomatici e reinfezioni”.

D’Amato: il virus non è sconfitto

“I casi” di Covid-19 “subiscono una accelerazione legata in prevalenza alla popolazione giovanile, ai positivi asintomatici e ai casi di reinfezione”. Lo dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, lanciando un monito: “Il virus non è sconfitto e il 31 marzo, con la fine dello stato di emergenza, non può essere interpretato come un segnale di tana libera tutti”.

“Assistiamo – spiega D’Amato – a una correlazione su base settimanale dei primi mesi del 2021 con quelli del 2022. Nell’anno in corso i casi, su base settimanale, hanno una lunga discesa a partire dalla fine di gennaio e diminuiscono per 37 giorni consecutivi fino ai primi di marzo. Nel 2021 i casi iniziano a scendere dal 10 di gennaio fino a fine febbraio. Ai primi di marzo assistiamo a una risalita. Se prendiamo come base 100 il primo gennaio di entrambi gli anni – prosegue – le curve nelle fasi di aumento e diminuzione sono molto simili. Ma la curva del 2022 è al di sotto di quella del 2021. Bisogna dire che – conclude – al momento attuale non si registra una particolare pressione sulla rete ospedaliera, che rientra nella normalità”.